Amore & Odio: l’empatia che cura.

Come uscire dall’inganno che ci creiamo a causa dell’aspettativa di una relazione perfetta e come trasformare i cosiddetti “momenti brutti” nelle grandi occasioni di crescita di una relazione.

di Paolo Bernardi
Coach Certificato Metodo Ongaro® | Personal Trainer Certificato ASI-CONI | Fondatore CNV Reformer®

“Le coppie di successo sanno trasformare i momenti che di solito vengono considerati “momenti brutti” in momenti di profonda crescita e grande consolidamento”

L’AMORE E L’ODIO COME CHIAVE DI LETTURA DEL SUCCESSO DELLE RELAZIONI. Accostare Amore e Odio può apparire un’eresia, tuttavia è esperienza comune, almeno durante l’adolescenza (almeno), l’aver provato odio per i nostri genitori che imponevano dei limiti – seppure a fin di bene – alla nostra crescita. I ricercatori più attenti sono concordi nel ritenere che l’odio abbia una sua funzione se mantenuto entro certi limiti e riguardi tutte le persone e tutte le relazioni. Ignorare questo fondamento è la prima condizione per nutrire l’odio stesso e mentre ci ostiniamo a rifiutarlo a livello cosciente, corriamo il rischio di farlo aumentare verso il superamento di quella soglia di funzionalità.
Una condizione nota è quella che porta la persona a diventare pervasa proprio dall’odio senza che possa rendersene conto (a causa di un rifiuto mentale) e a sviluppare scompensi di vario genere: dalla bassa autostima, a vari tipi di nevrosi, all’essere incline al Giudizio moralistico e molto altro. L’odio si supera e torna a livelli funzionali, soltanto con l’accettazione della logica che anima noi esseri umani (attenzione a non confondere questa con l’accettazione dell’odio in se che ne è invece una conseguenza). Mentre invece volendolo negare alla nostra coscienza, come ho già detto, l’odio cresce e realizza delle vere e proprie catastrofi per la nostra vita di relazione (inter ed inter personale), prima fra tutti il fallimento delle nostre relazioni più strette.

UN CHIARIMENTO NECESSARIO. Qui per odio, si intenda il sentimento e non certo i gesti che metterebbero in atto e renderebbero materiale quel sentimento. Odio psichico e non materiale nei fatti.

Insopportabilità, distanza emotiva, abbandono emotivo, chiusura, giudizio, addebiti di colpe e simili. Tutte situazioni umane del tutto normali che prima o poi sono destinate a presentarsi nella vita normale di chiunque.
Cosa accade? “Semplicemente” a causa di una distorsione percettiva, quando la persona riceve tali comportamenti, tende ad ingigantirli nella loro entità e significato, quando invece li mette in atto tende alla loro rimozione o minimizzazione.
Già le evidenze degli studi dello Psicologo E. Berne nel 1961 chiarirono come si origina questa distorsione percettiva e perché è così frequente che una persona adulta, sia capace di odiare proprio come un adolescente (E. Berne – Analisi Transazionale). L’evidenza pratica di quanto affermato da Berne nel suo lavoro, non è solo presente nelle evidenze scientifiche, ma anche e soprattutto nella cronaca nera di ogni giorno.
Se non comprendiamo quanto esporrò qui di seguito, saremo destinati a relazioni scadenti e a non comprendere mai cosa sia realmente accaduto a noi e alle persone che avranno fatto parte della nostra vita.

Ci saranno momenti in cui odierai – se già non ce ne sono stati – e questo a prescindere dall’amore che provi per quella persona: partner, madre, padre, figlia, figlio, fratello, sorella, ecc. Se non vedi coerenza in questa affermazione, probabilmente dovresti smettere di raccontarti delle belle ma false verità, che finiscono per ferire te prima di ogni altra persona.

SVEGLIARSI ORA. Ciascuna relazione tra noi esseri umani è prima di ogni altra cosa fatta di Amore e Odio e di tutte le loro sfumature: se non comprendi questo aspetto, continuerai ad essere frustrata/o dalla tue relazioni.
Guardare in faccia la realtà ed accettare che sia così è invece ciò che ti renderà libera/o. E non intendo dire che questa accettazione è semplice ma ti assicuro che è l’unica strada per diventare onesti fino in fondo ed iniziare a donare quella autenticità che è il contrario di falsità o di finzione e che siamo sempre pronti a chiedere agli altri, alle istituzioni e al mondo.
Prendiamo le coppie: quelle di successo sanno trasformare i momenti che di solito vengono considerati “momenti brutti” in momenti di grande crescita, di consolidamento del rapporto e di grande flessibilità comunicativa.

L’EMPATIA E’ LA CHIAVE. La chiave è senza dubbi l’empatia. Perché? Perché senza l’empatia non saremo in grado di accedere alla parte di noi e degli altri – alla parte umana – alla quale non riusciamo ad accedere con la logica ordinaria che ci è stata insegnata da quando siamo arrivati in questo Mondo.
Può sembrarti strano ma se ci rifletti sai anche tu che strano non lo è affatto. Cosa vuol dire in pratica “momento brutto” tra due persone? La traduzione empatica è chiarissima e vuol dire “una sensazione difficile da gestire si è inserita nella relazione”: potrebbe trattarsi di dolore, di rabbia, di paura o di altro. In questi momenti il rischio è di venire travolti dalle emozioni e di non aver chiaro cosa mettiamo in atto nella relazione.

ESISTONO FRASI TIPICHE che evidenziamo la nostra inconsapevolezza empatica. Vediamone alcune.
Pronunciamo o ci sentiamo dire “tu non mi capisci” oppure “io non ti capisco”, ma ciò che viene detto senza rendercene conto è “io non mi capisco”, perché i sentimenti e le emozioni, così come i comportamenti, ci risultano indecifrabili quando non abbiamo chiarezza sui nostri sentimenti, emozioni e comportamenti e ci portiamo dietro poca chiarezza al nostro interno.
Pronunciamo o ci sentiamo dire “Ho capito che sei così e che non cambierai mai, mi hai ingannata/o”, ma ciò che stiamo dicendo è “io ti giudico, io conosco la verità” perché già da tempo avevamo questo atteggiamento diffidente e giudicante che quanto meno stimolava l’altra persona a nascondersi e a scappare, confermandoci ciò che avevamo supposto.
Queste frasi non sono né giuste ne sbagliate, sono semplicemente disfunzionali all’obiettivo che ci siamo poste/i e che probabilmente era un obiettivo funzionale alla nostra relazione a noi e all’altra persona. I nostri fallimenti relazionali non avvengono perché sbagliamo, avvengono perché proviamo ad avere successo con strumenti inadatti.

Paolo Bernardi
Coach Metodo Ongaro
Personal Trainer EFHA
Founder CNV-Reformer.


LA SOLUZIONE. Per fare in modo che la Relazione sia sana e funzionale, duratura e fonte di crescita, adulta e autentica, è necessario avere gli strumenti adatti a gestire il nostro mondo emotivo, sostenere quello dell’altro. E questi strumenti sono racchiusi nell’empatia.
Conoscere almeno le basi teoriche dell’empatia è necessario per poter sbloccare quanto serve ed iniziare a praticarla. I ricercatori sono chiari su questo punto: ciascun essere umano ha l’empatia nel proprio DNA ed il fatto che non la mostri è la prova che non l’ha ancora allenata. Nel nostro mondo occidentale, ai nostri tempi, l’empatia non viene insegnata perchè rende libere le Persone e questo non ha nulla a che vedere con il complottismo, ha a che vedere con il non aver dimenticato che abbiamo tutte e tutti studiato la Storia dell’Umanità e sappiamo benissimo che da sempre le strutture di potere e dominio non gradiscono ciò che rende le persone libere, indipendenti, forti, autonome e consapevoli. Non c’entra il complottismo è questione di Potere – altro aspetto di noi esseri umani – è questione di non dimenticare la Storia che abbiamo studiato a scuola.
L’empatia è apparsa nella mia vita anni fa, grazie a mia Moglie e da allora non ho mai smesso di formarmi, sperimentare, praticare, aggiornarmi e poi formarmi di nuovo. L’empatia è ciò che mi ha permesso di rinascere, di scogliere le emozioni che erano bloccate nella mia inconsapevolezza. Ho quindi scoperto un Mondo interiore fatto di accettazione che porta grande forza, grande concentrazione, grandi risultati e grandi possibilità di vivere l’Autenticità ed il Coraggio necessari per avere Relazioni Umane appaganti e un po’ straordinarie.

DOPO anni di studio e ricerca, formazione e sperimentazione, ho creato il percorso di
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Gli Astronauti, Filippo Ongaro ed io.

di Paolo Bernardi
Coach Certificato Metodo Ongaro® | Personal Trainer Certificato ASI-CONI | Fondatore CNV Reformer®

Era il 2011 quando la mia attenzione fu attratta dal libro “Le 10 chiavi della salute” del Dottor Filippo Ongaro, ex Medico degli Astronauti e Primo Medico Italiano Certificato in Medicina Anti-Aging.
Allora avevo tante domande nella mia testa e poi Come mai proprio quel libro?
Negli anni a seguire, il tempo mi diede tutte le risposte e intanto Filippo diventava per me il Medico di riferimento, l’Amico, il Maestro e ed il Coach.
Ma meglio andare per ordine.

Anno 2012 |
Incontro avvenuto in occasione delle mie visite mediche presso Centro Medico Ongaro a
Treviso (IT).


GLI ASTRONAUTI.
Filippo aveva lavorato con gli astronauti ed aveva appreso ciò che ciascun medico aerospaziale apprende abbastanza presto: nello Spazio non si scherza perché senza opportune contromisure, l’organismo umano inizia a degradarsi in tempi rapidi, producendo quello che viene definito “invecchiamento precoce”. E gli astronauti non sono persone qualsiasi, con fisici qualsiasi, anzi, di solito sono persone ben strutturate, allenate e spesso appartenenti a corpi militari.
Nel frattempo, nel 2011 ero arrivato alla soglia dei 40 anni e la mia salute – come quella di tante altre persone – iniziava a subire gli effetti molto “spaziali” della comoda vita moderna, anche se non mi sono mai mosso molto dalla superficie terrestre. Libro alla mano, una parte della mia mente continuava a ripetermi: “Ma cosa te ne importa a te che non sei un astronauta? Non è che forse hai sbagliato Medico? Non è che ti sei montato la testa?”. Tuttavia questi pensieri non riuscirono a togliermi dalla testa che c’era qualcosa che collegava gli Astronauti, quel Medico allora sconosciuto e me. Ed i fatti non tardarono a confermare quel legame. Ciò che Filippo aveva intuito ed iniziato a sperimentare ad ISMERIAN (Centro Medico di Treviso dove Filippo lavorava), è che sulla terra – soprattutto nel mondo occidentale – tutte noi persone siamo molto molto simili agli Astronauti perché “grazie” al progresso, stiamo rapidamente degradando il nostro organismo, inviandogli segnali che facilitano l’invecchiamento precoce e la perdita dello stato di salute. E tale processo degenerativo ciò avviene in modo mentre noi persone ne siamo del tutto inconsapevoli.
Ovviamente Filippo era portatore di dati scientifici e ricerche che dimostravano il parallelismo tra i problemi fisici degli astronauti e quelli delle persone a Terra nel mondo occidentale moderno. Infatti “grazie” al progresso, il nostro organismo umano viene privato degli stimoli ad esso necessari per restare attivo, e proprio come gli astronauti, degradiamo velocemente verso un vero e proprio tracollo, fatto di perdita precoce di funzionalità e salute. A questo proposito, la definizione più emozionante che ho ascoltato da Filippo è proprio quella di “Libertà personale equivalente al grado di autonomia fisica della persona stessa”.

LO SCENARIO NELLO SPAZIO.
E’ l’assenza di gravità a debilitare rapidamente l’organismo degli astronauti, fino a renderlo incapace di camminare, al punto che oggi, dopo anni di studi e ricerche, le stazioni spaziali destinate ad ospitare gli equipaggi, sono dotate di zone per il mantenimento in efficienza dell’organismo, dove si svolgono regolarmente “normali” esercizi di ginnastica idonei a far lavorare il fisico. E queste “semplici” misure, hanno dato grandi risultati in termini di protezione della Salute.
Inoltre, gli Astronauti oggi dispongono di protocolli di integrazione alimentare (Nutraceutica) e mezzi di comunicazione/interazione con la Terra molto più efficienti ed efficaci, compresi i programmi di Telemedicina.
Ovviamente, oltre all’allenamento fisico, esistono altri aspetti che Filippo ha sempre considerato, non meno importanti anche se a prima vista meno evidenti, come ad esempio: la mancanza di esposizione a luce solare, la mancanza di assunzione di prodotti alimentari freschi e la restrizione dell’ambito relazionale.

LO SCENARIO SULLA TERRA.
Filippo in questo è apparso sempre molto chiaro: l’aspetto più evidente ed importante è il lavoro fisico, fatto di allenamento sportivo calibrato ed individualizzato, secondo precise regole generali entro le quali muoversi. Infatti l’organismo umano, in assenza di lavoro fisico inizia a deperire molto rapidamente, proprio come avviene nello Spazio. Questa conseguenza la vediamo purtroppo quando una persona è costretta a letto – di solito a causa di una malattia – e in brevissimo tempo l’organismo dismette tutta una serie di funzioni, debilitando la persona e costringendola ad un periodo di riabilitazione quando sarà guarita e potrà di nuovo alzarsi dal letto. Tuttavia, se la debilitazione è acuta e breve, l’organismo può reagire anche grazie al fatto che tale condizione acuta non è accettata dalla Società. Se invece la debilitazione non è acuta, allora diventa cronica  e molto pericolosa per la Salute ed il Benessere, in quanto tale tipologia di debilitazione (non acuta e a lungo termine) è diventata abbastanza accettata dalla Società. Quest’ultima infatti tende a considerare “normale” la condizione di cronicità di molte – troppe – sindromi e patologie che vengono mitologicamente collegate con l’avanzare dell’età, ma che la Medicina e la Ricerca Scientifica hanno chiaramente identificato come situazioni multifattoriali e dipendenti in modo molto stretto dallo stile di vita adottato. E’ stato così dimostrato che la Salute ed il Benessere derivano principalmente da uno stile di vita sano, composto da:
– allenamento sportivo adeguato
– alimentazione più naturale possibile
– gestione dei livelli di stress
– approfondimento della conoscenza profonda di se stessi

E per quanto attiene allo stile di vita, sulla Terra siamo messi davvero male, almeno a giudicare dall’andamento generale della situazione della grande maggioranza delle persone, che sono sempre più orientate a fare di meno in ogni ambito: meno attività fisica, meno spesa consapevole al supermercato, meno introspezione, meno meditazione. Le persone sono sopraffatte da una valanga di distrazioni fisiche ed emotive di ogni genere, dai bambini agli anziani, ed appaiono sempre più vulnerabili, poco in forma ed in forze e sempre meno consapevoli.
Per fortuna non tutto rema contro Salute e Benessere, ma in tema di “stile di vita sano” – oggi come oggi – è bene ricercare sempre la giusta consapevolezza.

Anno 2016 |
Incontro avvenuto in occasione della visita di Filippo a Berlino, pochi mesi dopo l’avvio della prima edizione di Forza Vitale.

FILIPPO ONGARO ED IL PROTOCOLLO PER MANTENERE IN FORMA IL NOSTRO APPARATO PSICO-FISICO.
Correvano gli anni 2012 / 2015 ed il risultato del lavoro di Filippo mi appariva come un “protocollo” per uno stile di vita sano, che io immaginavo partire dagli Astronauti e arrivare diretto fino a me che a quei tempi, in termini di Salute e Benessere, me la passavo abbastanza male. Il “protocollo” era ovviamente mirato a mantenere in Salute l’apparato psico-fisico umano ed io lo interpretavo come segue.

Per uno Stile di Vita Sano l’organismo umano sano ha necessità di tre condizioni rappresentate dai seguenti stimoli costanti ed opportunamente proporzionati:
1. vincere costantemente la forza di gravità con idonei pesi da muovere (es. pesi)
2. praticare costantemente movimento idoneo a mantenere l’efficienza cardiovascolare (es. camminata veloce o corsa)
3. svolgere una attività mirata a garantire mobilità, flessibilità ed elasticità (es. stretching e mobilità)
Queste tre condizioni sono necessarie all’organismo per poter esprimere il massimo grado di Salute e Benessere possibile, che in mancanza inizia a degradare (invecchiare) molto rapidamente e precocemente. A queste tre condizioni vanno abbinati almeno i seguenti cofattori:
C1. Alimentazione Potenziativa (base piatto unico di Harvard e Piramide Alimentare MO)
C2. Integrazione Alimentare di base e se necessario anche mirata (utilizzo della Nutraceutica)
C3. Tecniche di Rilassamento e Crescita Personale (conoscenza profonda del lato non fisico di noi stessi)

Che la persona sia in assenza di gravità nello Spazio o sedentaria sulla Terra (sedia, divano, autovettura, ecc.), poco importa, se dovesse mancarle uno stile di vita sano, sarà destinata ad aumentare notevolmente i rischi di:
> accelerare il processo di invecchiamento rispetto a quanto previsto dal programma biologico
> debilitarsi e non essere più autosufficiente
>ammalarsi e perdere la salute
> aumentare sindromi e patologie perdendo benessere
> morire precocemente.

Caspita! In poco tempo avevo scoperto di essere a “rischio” quanto lo era un Astronauta nello Spazio, con la differenza che gli Astronauti avevano una intera Equipe Medica che li seguiva, mentre io – come tante altre persone normali – ero praticamente abbandonato a me stesso, in un mondo sempre più tecnologico, con sempre meno lavoro fisico da svolgere e fatto sempre più di persone debilitate e malate croniche.
Beh un momento… a dire il vero non più “abbandonato a me stesso”, infatti dopo aver scoperto Filippo ed il suo lavoro, mi sentivo anche io con una adeguata protezione Medica.

NASCITA E SVILUPPO DEL METODO ONGARO®: DAGLI ASTRONAUTI ALLE PERSONE.
Il cerchio iniziava così a stringersi ed io focalizzavo sempre di più l’obiettivo che stavo per iniziare a perseguire e che sarebbe poi diventato il mio lavoro di oggi: il Coaching Metodo Ongaro. E se in quel periodo tra il 2011 ed il 2016 io ero così tanto attivo a studiare, approfondire e sperimentare, Filippo non era certo da meno, anzi, ogni anno che passava il Metodo Ongaro portava a termine una nuova parte della propria crescita embrionale.
Fu nel 2011 che Filippo pubblicò il libro “Mangia che ti passa”, un grande successo di pubblico basato sulla ricerca scientifica ed in totale controtendenza con il “mainstream”. Un libro capace di offrire uno sguardo nuovo e rivoluzionario sul cibo e sull’alimentazione, rappresentando un passo molto importante sia per l’Autore che per le migliaia e migliaia di lettori che ebbero per la prima volta accesso ad informazioni scientifiche e preziose per la Salute, presentate in modo organico, strutturato e ben fruibile.
Nel giro di pochi anni, uscirono nuovi libri, nuovi lavori, fino ad arrivare ad una sequenza di strumenti sempre più strutturati e capaci di dare alle persone, quella conoscenza e quella consapevolezza necessarie per iniziare a cambiare prospettiva e riconquistare la loro esistenza: avveniva così, nel nascituro Metodo Ongaro® quello che io ho definito il passaggio alla divulgazione interattiva. Ed ecco la spettacolare sequenza degli strumenti più importanti, ai quali ho avuto modo e possibilità di assistere e partecipare:
2015   Nutrizione Potenziativa, corso interattivo sulla nutrizione
2016   Forza Vitale, corso interattivo sulla conoscenza profonda dei meccanismi che regolano noi persone
2017   Soul Wariors, corso dal vivo in auditorium, sullo sviluppo personale delle c.d. “5 Risorse”
2018   élite, corso dal vivo in aula a numero chiuso, sulla crescita personale profonda e la trasformazione della persona grazie alla scoperta delle proprie risorse interiori
2019   MOCP – Metodo Ongaro Certification Program, corso dal vivo in aula a numero chiuso, per ottenere la Certificazione MO e conoscere il Metodo dall’interno
2020   Soul Camp, vero e proprio laboratorio interattivo, con una sempre più mirata ed organica offerta di strumenti per la crescita personale e l’alta prestazione ed una interazione molto stretta con Filippo (Fondatore del Metodo).
Oggi, guardando indietro al decennio appena trascorso e davvero denso di eventi, non posso che essere grato per il lavoro che è stato fatto da Filippo e dal suo Staff. Un lavoro che ho avuto l’onore di seguire sempre da molto vicino: prima come paziente, poi grazie all’amicizia con Filippo e Sonja, successivamente come Moderatore del Gruppo di Forza Vitale, poi di recente grazie alla mia Certificazione Metodo Ongaro ed oggi come Coach Metodo Ongaro. Quest’ultima qualifica mi porta a lavorare in modo personalizzato con tante persone che hanno compreso il valore del Metodo Ongaro e desiderano apprenderlo ed utilizzarlo a proprio vantaggio.

Anno 2018 |
Incontro con
Sonja e Filippo avvenuto in occasione del
Soul Warriors 2018
a Riccione (IT).


Nel frattempo è cresciuto anche il “Gruppo Ongaro”, fatto di Persone che – come me – seguono il percorso evolutivo di Filippo Ongaro e del suo Metodo. Questo Gruppo ha dato vita ad interazioni belle, profonde, vere e autentiche. Con molte/i sono nate amicizie basate sulla stima e sulla solidarietà. E la cosa più bella è che per tutte queste Persone è comune l’obiettivo di dare un contributo per migliorare il Mondo, obiettivo arduo e al quale spesso molte persone rinunciano in partenza perché purtroppo si sentono impotenti e schiacciate dagli stessi eventi del Mondo.
Migliorare il Mondo. Questo obiettivo non è affatto facile ed oggi viene a volte addirittura deriso o preso come qualcosa di utopistico ed infantile. Ma come è stato più volte dimostrato, migliorare il Mondo è qualcosa di realizzabile soltanto se ci si concentra sui propri gesti quotidiani (spesso apparentemente piccoli) e molto meno realizzabile quando tendiamo ad occuparci dei grandi temi del Mondo, sui quali abbiamo davvero poca possibilità di incidere come singoli individui.

Anno 2019 – Foto della cena del Gruppo Forza Vitale in occasione SW-2019 – Rimini (IT)

A conclusione di questo breve racconto, ciò che mi sento di fare è ringraziare di cuore Filippo e Sonja che con il loro lavoro ed il loro carisma mi hanno consentito di raggiungere parecchi traguardi fisici, psichici ed emotivi. Inoltre tutta la mia evoluzione verso una nuova professione orientata alla Persona, non mi sarebbe stata possibile senza la scintilla che loro due hanno saputo accendere in me.

Ringrazio anche tutte le Persone del “Gruppo Ongaro” – in continua evoluzione e crescita – per la MotivAzione che hanno sempre saputo offrire.

Buon Metodo Ongaro a tutte/i ed un caro saluto dal treno sul quale mi trovo e che mi sta portando verso il Boot-Camp di élite.
Paolo

Berlino – Settembre 2020

Relazioni: la trappola del cedere potere.

Spesso siamo onestamente convinti che il nostro benessere dipenda da cosa fanno gli altri; che ciò che gli altri fanno o non fanno, sia l’impedimento/consenso al nostro benessere. In questi casi, cediamo tutto il nostro potere di scegliere cosa fare della nostra vita, perché dimentichiamo che noi possiamo agire soltanto su ciò che dipende da noi.

Le frasi più ascoltate in questo senso sono:
desidero che lei (o lui) cambi atteggiamento / che mi capisca (riferita a genitore, figli, fratelli, sorelle, colleghi ecc.) perché così le cose andrebbero come devono andare”. Purtroppo però resta il fatto che ciò che fa l’altro non dipende da noi e magari il cambiamento dell’altra persona non avverrà mai;
desidero che la vita sia più giusta verso di me”. Purtroppo però ciò che fa la vita in senso generale non dipende da noi e di solito in questi casi la persona poi ricollega le ingiustizie “della vita” a qualcuno o a gruppi di persone ben individuabili;
desidero che mi venga riconosciuto ciò che merito”. Purtroppo però ciò che ci viene riconosciuto o non riconosciuto non dipende da noi.

“Agisci su ciò
che dipende da te”.

Vediamo allora che cosa dipende da te, cioè su cosa hai potere tu nella tua vita.
Nel momento in cui ci convinciamo ad agire su ciò che dipende da noi, le cose iniziano a cambiare davvero e spesso cambiano in modo efficace. Quando iniziamo – ad esempio – a dirci frasi del tipo:
– “da domani mi sveglierò un’ora prima
– “la prossima settimana inizierò quel corso di cucina etnica
– “prendo un’ora ogni giorno per dedicarmi alle mie passioni
iniziamo a riprendere e a migliorare le nostre relazioni. Infatti quando iniziamo ad occuparci di ciò che è dipende da noi, non è più l’altra persona o gli altri ad impedirci qualcosa e soltanto in questo modo possiamo lasciare andare i sentimenti che prima nutrivamo verso altri e liberarcene. Sperimenteremo così che occupandoci di ciò che dipende da me faccio succedere ciò che desidero.

Orientando in questo modo il nostro Agire, le nostre energie fisiche e mentali non finiranno intrappolate nel provare ad agire là, dove non abbiamo alcun potere (se non a caro prezzo) e che di solito diventa un pozzo senza fondo, nel quale perdiamo tante energie a fronte di illusorie ricompense.

E’ capitato anche a te di vivere situazioni nelle quali sei costantemente impegnata/o in qualcosa che somiglia più ad una “guerra” che non ad una Relazione costruttiva? Qualcosa che non ha fine e sfinisce te e gli altri?
In questi casi, che senso ha procedere come si è sempre proceduto?
Le soluzioni che hai tentato, ti hanno portato risultati duraturi e stabili?

Ciò che puoi fare in pratica, da subito è analizzare la situazione e scoprire se stai utilizzando le tue energie ed il tuo tempo in azioni che riguardano cose che non dipendono da te, anche se si tratta di cose che tu speri avvengano. Una volta comprese le dinamiche in atto, potrai riorientare le tue preziose energie su azioni mirate e rivolte a ciò che davvero dipende da te. In questo modo aumenterai il successo in ciò che desideri e riprenderai il senso di controllo sulla tua vita. Interromperai con successo il flusso che fino ad oggi ha sfinito te e gli altri – non certo per colpa tua e forse neppure per colpa degli altri – e potrai iniziare a godere del benessere che deriva da un utilizzo “sano” delle tue energie.


Se ti interessa approfondire questo argomento, se ritieni che la tua prestazione sia in questo momento bloccata ed abbia necessità di un supporto, scrivimi pure via e-mail a paolo@paolo-bernardi.life e verificheremo assieme la soluzione migliore per te.


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Paolo Bernardi
(Ricercatore & Coach Certificato Metodo Ongaro®)

Ti guiderò personalmente con la mia esperienza e la mia formazione, grazie alle mie Piattaforme Formative Online!
Paolo