L’autostima? Dimenticala e vivrai felice

Tutto quello che c’è da sapere sull’autostima: cosa farne e come dimenticarsene per ottenerla.

di Paolo Bernardi
Fondatore CERTM Comunicazione Empatica Reformer® | Coach Certificato Metodo Ongaro® | Personal Trainer Certificato ASI-CONI 

CIRCA L’AUTOSTIMA, SI E’ DETTO TUTTO E POI IL CONTRARIO DI TUTTO. Personalmente non amo il termine “autostima” perché è un termine abbastanza vuoto, nel quale ciascuno può mettere e leggere i significati più disparati. Su questo equivoco si sprecano vite intere, trascorse ad inseguire la tanto famigerata autostima oppure a sentirsene privati, magari accusando altre persone. È bene quindi fare chiarezza.

La prima cosa da sapere: l’autostima è un effetto.
Tentare di lavorare sugli effetti – purtroppo – non produce buoni risultati ma solo solo pessimi risultati. Se si comprende questo, si hanno speranze di interrompere un processo di autoflagellazione che può essere molto dolorose. Infatti, inseguendo un effetto, la persona sarà sempre più stressata e sempre meno disponibile a farcela da sola. Questa è una delle più frequenti cause di fallimento delle psicoterapie.

La seconda cosa da sapere: l’autostima è il risultato di una o due cose al massimo che la persona sa già fare benissimo e alle quali non sta ancora dando importanza.
Di solito quando lavoro con persone con bassa autostima iniziamo a definire gli obiettivi di processo. Io faccio domande e la persona risponde, ogni tre domande ridefinisco i termini degli obiettivi, fino a che la persona stessa si sblocca e possiamo avere un obiettivo che porterà l’autostima.

La terza cosa da sapere: l’autostima cresce in modo indiretto, soltanto se abbiamo strumenti scientifici per allenare le nostre potenzialità.
Quando la persona inizia ad ascoltarsi nel profondo grazie alle mie tecniche di coaching, si aprono di solito due scenari tanto semplici quanto nascosti dentro alla persona stessa. Da lì in poi, il lavoro sugli obiettivi diventa molto lineare, la persona sfrutta le sue potenzialità – che già aveva – e micro-obiettivo dopo micro-obiettivo, inizia a superare ciò che prima le dava problemi, fastidi e bassa autostima.

La quarta cosa da sapere: l’autostima non ha nulla a che vedere con “l’avere ragione” nelle discussioni, nelle relazioni, ecc.
Infatti in termini sia neuroscientifici che neurobiologici, inseguire l’avere ragione, è il modo più sicuro per renderci infelici. Quando qualcuno tenta di avere ragione o di imporre il proprio punto di vista, è una persona profondamente infelice: in termini pratici, se sappiamo utilizzare le parole giuste, quella persona diventerà il nostro migliore amico e alleato.

La domanda che è necessario porsi è quindi la seguente.

Perché è così facile darsi addosso e dirsi “non sono capace” oppure “sbaglio sempre” o ancora “che stupida/o che sono”?

Probabilmente si tratta di convinzioni che sono state in tutta buona fede instillate dai genitori o dalla scuola. Tuttavia capire ciò che ci è accaduto in passato, non ci aiuterà nel presente e neppure nel futuro: mentre invece possiamo finalmente “liberare” quelle persone che hanno minato la nostra autostima. E ci conviene liberarle per due motivi:
1. hanno agito in massima buona fede e con le miglior intenzioni di proteggerci in vista della vita da adulti che avremmo dovuto affrontare, inoltre non tutto ciò che ci hanno inculcato è disfunzionale
2. anche se oggi loro cambiassero atteggiamento, questo non ci darebbe più alcun vantaggio ed è quindi un rimuginare interiore che va interrotto, non perché inutile, bensì perché è dannoso.

La buona notizia è che la ricerca in ambito neuro-scientifico ha ormai dimostrato che è possibile riscrivere oggi quelle convinzioni disfunzionali apprese quasi inconsciamente in passato, sostituendole con altre convinzioni molto più funzionali.
Questa riscrittura delle convinzioni è ciò che vedo ogni giorno accadere nelle persone grazie al mio coaching empatico-performativo, basato sulla CERTM (Comunicazione Empatica Reformer). Si tratta infatti di un mix costruito interamente su solide basi scientifiche che traggono origine principalmente da neuro-scienze e neuro-fisiologia.
Grazie il nostro allenamento alla vita, potremo finalmente dimenticare l’autostima, sviluppare la centratura che verrà automaticamente attraverso il lavoro di coaching e infine riuscire a trovare la nostra autostima dimenticata.

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