Amore & Odio: l’empatia che cura.

Come uscire dall’inganno che ci creiamo a causa dell’aspettativa di una relazione perfetta e come trasformare i cosiddetti “momenti brutti” nelle grandi occasioni di crescita di una relazione.

di Paolo Bernardi
Coach Certificato Metodo Ongaro® | Personal Trainer Certificato ASI-CONI | Fondatore CNV Reformer®

“Le coppie di successo sanno trasformare i momenti che di solito vengono considerati “momenti brutti” in momenti di profonda crescita e grande consolidamento”

L’AMORE E L’ODIO COME CHIAVE DI LETTURA DEL SUCCESSO DELLE RELAZIONI. Accostare Amore e Odio può apparire un’eresia, tuttavia è esperienza comune, almeno durante l’adolescenza (almeno), l’aver provato odio per i nostri genitori che imponevano dei limiti – seppure a fin di bene – alla nostra crescita. I ricercatori più attenti sono concordi nel ritenere che l’odio abbia una sua funzione se mantenuto entro certi limiti e riguardi tutte le persone e tutte le relazioni. Ignorare questo fondamento è la prima condizione per nutrire l’odio stesso e mentre ci ostiniamo a rifiutarlo a livello cosciente, corriamo il rischio di farlo aumentare verso il superamento di quella soglia di funzionalità.
Una condizione nota è quella che porta la persona a diventare pervasa proprio dall’odio senza che possa rendersene conto (a causa di un rifiuto mentale) e a sviluppare scompensi di vario genere: dalla bassa autostima, a vari tipi di nevrosi, all’essere incline al Giudizio moralistico e molto altro. L’odio si supera e torna a livelli funzionali, soltanto con l’accettazione della logica che anima noi esseri umani (attenzione a non confondere questa con l’accettazione dell’odio in se che ne è invece una conseguenza). Mentre invece volendolo negare alla nostra coscienza, come ho già detto, l’odio cresce e realizza delle vere e proprie catastrofi per la nostra vita di relazione (inter ed inter personale), prima fra tutti il fallimento delle nostre relazioni più strette.

UN CHIARIMENTO NECESSARIO. Qui per odio, si intenda il sentimento e non certo i gesti che metterebbero in atto e renderebbero materiale quel sentimento. Odio psichico e non materiale nei fatti.

Insopportabilità, distanza emotiva, abbandono emotivo, chiusura, giudizio, addebiti di colpe e simili. Tutte situazioni umane del tutto normali che prima o poi sono destinate a presentarsi nella vita normale di chiunque.
Cosa accade? “Semplicemente” a causa di una distorsione percettiva, quando la persona riceve tali comportamenti, tende ad ingigantirli nella loro entità e significato, quando invece li mette in atto tende alla loro rimozione o minimizzazione.
Già le evidenze degli studi dello Psicologo E. Berne nel 1961 chiarirono come si origina questa distorsione percettiva e perché è così frequente che una persona adulta, sia capace di odiare proprio come un adolescente (E. Berne – Analisi Transazionale). L’evidenza pratica di quanto affermato da Berne nel suo lavoro, non è solo presente nelle evidenze scientifiche, ma anche e soprattutto nella cronaca nera di ogni giorno.
Se non comprendiamo quanto esporrò qui di seguito, saremo destinati a relazioni scadenti e a non comprendere mai cosa sia realmente accaduto a noi e alle persone che avranno fatto parte della nostra vita.

Ci saranno momenti in cui odierai – se già non ce ne sono stati – e questo a prescindere dall’amore che provi per quella persona: partner, madre, padre, figlia, figlio, fratello, sorella, ecc. Se non vedi coerenza in questa affermazione, probabilmente dovresti smettere di raccontarti delle belle ma false verità, che finiscono per ferire te prima di ogni altra persona.

SVEGLIARSI ORA. Ciascuna relazione tra noi esseri umani è prima di ogni altra cosa fatta di Amore e Odio e di tutte le loro sfumature: se non comprendi questo aspetto, continuerai ad essere frustrata/o dalla tue relazioni.
Guardare in faccia la realtà ed accettare che sia così è invece ciò che ti renderà libera/o. E non intendo dire che questa accettazione è semplice ma ti assicuro che è l’unica strada per diventare onesti fino in fondo ed iniziare a donare quella autenticità che è il contrario di falsità o di finzione e che siamo sempre pronti a chiedere agli altri, alle istituzioni e al mondo.
Prendiamo le coppie: quelle di successo sanno trasformare i momenti che di solito vengono considerati “momenti brutti” in momenti di grande crescita, di consolidamento del rapporto e di grande flessibilità comunicativa.

L’EMPATIA E’ LA CHIAVE. La chiave è senza dubbi l’empatia. Perché? Perché senza l’empatia non saremo in grado di accedere alla parte di noi e degli altri – alla parte umana – alla quale non riusciamo ad accedere con la logica ordinaria che ci è stata insegnata da quando siamo arrivati in questo Mondo.
Può sembrarti strano ma se ci rifletti sai anche tu che strano non lo è affatto. Cosa vuol dire in pratica “momento brutto” tra due persone? La traduzione empatica è chiarissima e vuol dire “una sensazione difficile da gestire si è inserita nella relazione”: potrebbe trattarsi di dolore, di rabbia, di paura o di altro. In questi momenti il rischio è di venire travolti dalle emozioni e di non aver chiaro cosa mettiamo in atto nella relazione.

ESISTONO FRASI TIPICHE che evidenziamo la nostra inconsapevolezza empatica. Vediamone alcune.
Pronunciamo o ci sentiamo dire “tu non mi capisci” oppure “io non ti capisco”, ma ciò che viene detto senza rendercene conto è “io non mi capisco”, perché i sentimenti e le emozioni, così come i comportamenti, ci risultano indecifrabili quando non abbiamo chiarezza sui nostri sentimenti, emozioni e comportamenti e ci portiamo dietro poca chiarezza al nostro interno.
Pronunciamo o ci sentiamo dire “Ho capito che sei così e che non cambierai mai, mi hai ingannata/o”, ma ciò che stiamo dicendo è “io ti giudico, io conosco la verità” perché già da tempo avevamo questo atteggiamento diffidente e giudicante che quanto meno stimolava l’altra persona a nascondersi e a scappare, confermandoci ciò che avevamo supposto.
Queste frasi non sono né giuste ne sbagliate, sono semplicemente disfunzionali all’obiettivo che ci siamo poste/i e che probabilmente era un obiettivo funzionale alla nostra relazione a noi e all’altra persona. I nostri fallimenti relazionali non avvengono perché sbagliamo, avvengono perché proviamo ad avere successo con strumenti inadatti.

Paolo Bernardi
Coach Metodo Ongaro
Personal Trainer EFHA
Founder CNV-Reformer.


LA SOLUZIONE. Per fare in modo che la Relazione sia sana e funzionale, duratura e fonte di crescita, adulta e autentica, è necessario avere gli strumenti adatti a gestire il nostro mondo emotivo, sostenere quello dell’altro. E questi strumenti sono racchiusi nell’empatia.
Conoscere almeno le basi teoriche dell’empatia è necessario per poter sbloccare quanto serve ed iniziare a praticarla. I ricercatori sono chiari su questo punto: ciascun essere umano ha l’empatia nel proprio DNA ed il fatto che non la mostri è la prova che non l’ha ancora allenata. Nel nostro mondo occidentale, ai nostri tempi, l’empatia non viene insegnata perchè rende libere le Persone e questo non ha nulla a che vedere con il complottismo, ha a che vedere con il non aver dimenticato che abbiamo tutte e tutti studiato la Storia dell’Umanità e sappiamo benissimo che da sempre le strutture di potere e dominio non gradiscono ciò che rende le persone libere, indipendenti, forti, autonome e consapevoli. Non c’entra il complottismo è questione di Potere – altro aspetto di noi esseri umani – è questione di non dimenticare la Storia che abbiamo studiato a scuola.
L’empatia è apparsa nella mia vita anni fa, grazie a mia Moglie e da allora non ho mai smesso di formarmi, sperimentare, praticare, aggiornarmi e poi formarmi di nuovo. L’empatia è ciò che mi ha permesso di rinascere, di scogliere le emozioni che erano bloccate nella mia inconsapevolezza. Ho quindi scoperto un Mondo interiore fatto di accettazione che porta grande forza, grande concentrazione, grandi risultati e grandi possibilità di vivere l’Autenticità ed il Coraggio necessari per avere Relazioni Umane appaganti e un po’ straordinarie.

DOPO anni di studio e ricerca, formazione e sperimentazione, ho creato il percorso di
Soul EmpathyTM la mia Scuola per formare ed allenare l’Anima Empatica del tuo Guerriero interiore.
PERCHE’ sviluppare empatia è possibile soltanto se avrai svolto un percorso predisposto su solide basi scientifiche e che sia in grado di:
farti ricevere una formazione adeguata
coinvolgerti nel lavoro/allenamento di gruppo
fornirti anche gli strumenti personalizzati
SOLTANTO dopo un percorso come questo, la persona sarà pronta per muoversi in totale autonomia e padroneggiare gli strumenti acquisiti.
TUTTO QUESTO lo troverai in Soul EmpathyTM

Resta sintonizzata/o su questo sito
Soul EmpathyTM sta per arrivare.
Vuoi ricevere l’invito alla presentazione online del 31.10.2020?

Scrivimi a:
paolo@paolo-bernardi.life

Gli Astronauti, Filippo Ongaro ed io.

di Paolo Bernardi
Coach Certificato Metodo Ongaro® | Personal Trainer Certificato ASI-CONI | Fondatore CNV Reformer®

Era il 2011 quando la mia attenzione fu attratta dal libro “Le 10 chiavi della salute” del Dottor Filippo Ongaro, ex Medico degli Astronauti e Primo Medico Italiano Certificato in Medicina Anti-Aging.
Allora avevo tante domande nella mia testa e poi Come mai proprio quel libro?
Negli anni a seguire, il tempo mi diede tutte le risposte e intanto Filippo diventava per me il Medico di riferimento, l’Amico, il Maestro e ed il Coach.
Ma meglio andare per ordine.

Anno 2012 |
Incontro avvenuto in occasione delle mie visite mediche presso Centro Medico Ongaro a
Treviso (IT).


GLI ASTRONAUTI.
Filippo aveva lavorato con gli astronauti ed aveva appreso ciò che ciascun medico aerospaziale apprende abbastanza presto: nello Spazio non si scherza perché senza opportune contromisure, l’organismo umano inizia a degradarsi in tempi rapidi, producendo quello che viene definito “invecchiamento precoce”. E gli astronauti non sono persone qualsiasi, con fisici qualsiasi, anzi, di solito sono persone ben strutturate, allenate e spesso appartenenti a corpi militari.
Nel frattempo, nel 2011 ero arrivato alla soglia dei 40 anni e la mia salute – come quella di tante altre persone – iniziava a subire gli effetti molto “spaziali” della comoda vita moderna, anche se non mi sono mai mosso molto dalla superficie terrestre. Libro alla mano, una parte della mia mente continuava a ripetermi: “Ma cosa te ne importa a te che non sei un astronauta? Non è che forse hai sbagliato Medico? Non è che ti sei montato la testa?”. Tuttavia questi pensieri non riuscirono a togliermi dalla testa che c’era qualcosa che collegava gli Astronauti, quel Medico allora sconosciuto e me. Ed i fatti non tardarono a confermare quel legame. Ciò che Filippo aveva intuito ed iniziato a sperimentare ad ISMERIAN (Centro Medico di Treviso dove Filippo lavorava), è che sulla terra – soprattutto nel mondo occidentale – tutte noi persone siamo molto molto simili agli Astronauti perché “grazie” al progresso, stiamo rapidamente degradando il nostro organismo, inviandogli segnali che facilitano l’invecchiamento precoce e la perdita dello stato di salute. E tale processo degenerativo ciò avviene in modo mentre noi persone ne siamo del tutto inconsapevoli.
Ovviamente Filippo era portatore di dati scientifici e ricerche che dimostravano il parallelismo tra i problemi fisici degli astronauti e quelli delle persone a Terra nel mondo occidentale moderno. Infatti “grazie” al progresso, il nostro organismo umano viene privato degli stimoli ad esso necessari per restare attivo, e proprio come gli astronauti, degradiamo velocemente verso un vero e proprio tracollo, fatto di perdita precoce di funzionalità e salute. A questo proposito, la definizione più emozionante che ho ascoltato da Filippo è proprio quella di “Libertà personale equivalente al grado di autonomia fisica della persona stessa”.

LO SCENARIO NELLO SPAZIO.
E’ l’assenza di gravità a debilitare rapidamente l’organismo degli astronauti, fino a renderlo incapace di camminare, al punto che oggi, dopo anni di studi e ricerche, le stazioni spaziali destinate ad ospitare gli equipaggi, sono dotate di zone per il mantenimento in efficienza dell’organismo, dove si svolgono regolarmente “normali” esercizi di ginnastica idonei a far lavorare il fisico. E queste “semplici” misure, hanno dato grandi risultati in termini di protezione della Salute.
Inoltre, gli Astronauti oggi dispongono di protocolli di integrazione alimentare (Nutraceutica) e mezzi di comunicazione/interazione con la Terra molto più efficienti ed efficaci, compresi i programmi di Telemedicina.
Ovviamente, oltre all’allenamento fisico, esistono altri aspetti che Filippo ha sempre considerato, non meno importanti anche se a prima vista meno evidenti, come ad esempio: la mancanza di esposizione a luce solare, la mancanza di assunzione di prodotti alimentari freschi e la restrizione dell’ambito relazionale.

LO SCENARIO SULLA TERRA.
Filippo in questo è apparso sempre molto chiaro: l’aspetto più evidente ed importante è il lavoro fisico, fatto di allenamento sportivo calibrato ed individualizzato, secondo precise regole generali entro le quali muoversi. Infatti l’organismo umano, in assenza di lavoro fisico inizia a deperire molto rapidamente, proprio come avviene nello Spazio. Questa conseguenza la vediamo purtroppo quando una persona è costretta a letto – di solito a causa di una malattia – e in brevissimo tempo l’organismo dismette tutta una serie di funzioni, debilitando la persona e costringendola ad un periodo di riabilitazione quando sarà guarita e potrà di nuovo alzarsi dal letto. Tuttavia, se la debilitazione è acuta e breve, l’organismo può reagire anche grazie al fatto che tale condizione acuta non è accettata dalla Società. Se invece la debilitazione non è acuta, allora diventa cronica  e molto pericolosa per la Salute ed il Benessere, in quanto tale tipologia di debilitazione (non acuta e a lungo termine) è diventata abbastanza accettata dalla Società. Quest’ultima infatti tende a considerare “normale” la condizione di cronicità di molte – troppe – sindromi e patologie che vengono mitologicamente collegate con l’avanzare dell’età, ma che la Medicina e la Ricerca Scientifica hanno chiaramente identificato come situazioni multifattoriali e dipendenti in modo molto stretto dallo stile di vita adottato. E’ stato così dimostrato che la Salute ed il Benessere derivano principalmente da uno stile di vita sano, composto da:
– allenamento sportivo adeguato
– alimentazione più naturale possibile
– gestione dei livelli di stress
– approfondimento della conoscenza profonda di se stessi

E per quanto attiene allo stile di vita, sulla Terra siamo messi davvero male, almeno a giudicare dall’andamento generale della situazione della grande maggioranza delle persone, che sono sempre più orientate a fare di meno in ogni ambito: meno attività fisica, meno spesa consapevole al supermercato, meno introspezione, meno meditazione. Le persone sono sopraffatte da una valanga di distrazioni fisiche ed emotive di ogni genere, dai bambini agli anziani, ed appaiono sempre più vulnerabili, poco in forma ed in forze e sempre meno consapevoli.
Per fortuna non tutto rema contro Salute e Benessere, ma in tema di “stile di vita sano” – oggi come oggi – è bene ricercare sempre la giusta consapevolezza.

Anno 2016 |
Incontro avvenuto in occasione della visita di Filippo a Berlino, pochi mesi dopo l’avvio della prima edizione di Forza Vitale.

FILIPPO ONGARO ED IL PROTOCOLLO PER MANTENERE IN FORMA IL NOSTRO APPARATO PSICO-FISICO.
Correvano gli anni 2012 / 2015 ed il risultato del lavoro di Filippo mi appariva come un “protocollo” per uno stile di vita sano, che io immaginavo partire dagli Astronauti e arrivare diretto fino a me che a quei tempi, in termini di Salute e Benessere, me la passavo abbastanza male. Il “protocollo” era ovviamente mirato a mantenere in Salute l’apparato psico-fisico umano ed io lo interpretavo come segue.

Per uno Stile di Vita Sano l’organismo umano sano ha necessità di tre condizioni rappresentate dai seguenti stimoli costanti ed opportunamente proporzionati:
1. vincere costantemente la forza di gravità con idonei pesi da muovere (es. pesi)
2. praticare costantemente movimento idoneo a mantenere l’efficienza cardiovascolare (es. camminata veloce o corsa)
3. svolgere una attività mirata a garantire mobilità, flessibilità ed elasticità (es. stretching e mobilità)
Queste tre condizioni sono necessarie all’organismo per poter esprimere il massimo grado di Salute e Benessere possibile, che in mancanza inizia a degradare (invecchiare) molto rapidamente e precocemente. A queste tre condizioni vanno abbinati almeno i seguenti cofattori:
C1. Alimentazione Potenziativa (base piatto unico di Harvard e Piramide Alimentare MO)
C2. Integrazione Alimentare di base e se necessario anche mirata (utilizzo della Nutraceutica)
C3. Tecniche di Rilassamento e Crescita Personale (conoscenza profonda del lato non fisico di noi stessi)

Che la persona sia in assenza di gravità nello Spazio o sedentaria sulla Terra (sedia, divano, autovettura, ecc.), poco importa, se dovesse mancarle uno stile di vita sano, sarà destinata ad aumentare notevolmente i rischi di:
> accelerare il processo di invecchiamento rispetto a quanto previsto dal programma biologico
> debilitarsi e non essere più autosufficiente
>ammalarsi e perdere la salute
> aumentare sindromi e patologie perdendo benessere
> morire precocemente.

Caspita! In poco tempo avevo scoperto di essere a “rischio” quanto lo era un Astronauta nello Spazio, con la differenza che gli Astronauti avevano una intera Equipe Medica che li seguiva, mentre io – come tante altre persone normali – ero praticamente abbandonato a me stesso, in un mondo sempre più tecnologico, con sempre meno lavoro fisico da svolgere e fatto sempre più di persone debilitate e malate croniche.
Beh un momento… a dire il vero non più “abbandonato a me stesso”, infatti dopo aver scoperto Filippo ed il suo lavoro, mi sentivo anche io con una adeguata protezione Medica.

NASCITA E SVILUPPO DEL METODO ONGARO®: DAGLI ASTRONAUTI ALLE PERSONE.
Il cerchio iniziava così a stringersi ed io focalizzavo sempre di più l’obiettivo che stavo per iniziare a perseguire e che sarebbe poi diventato il mio lavoro di oggi: il Coaching Metodo Ongaro. E se in quel periodo tra il 2011 ed il 2016 io ero così tanto attivo a studiare, approfondire e sperimentare, Filippo non era certo da meno, anzi, ogni anno che passava il Metodo Ongaro portava a termine una nuova parte della propria crescita embrionale.
Fu nel 2011 che Filippo pubblicò il libro “Mangia che ti passa”, un grande successo di pubblico basato sulla ricerca scientifica ed in totale controtendenza con il “mainstream”. Un libro capace di offrire uno sguardo nuovo e rivoluzionario sul cibo e sull’alimentazione, rappresentando un passo molto importante sia per l’Autore che per le migliaia e migliaia di lettori che ebbero per la prima volta accesso ad informazioni scientifiche e preziose per la Salute, presentate in modo organico, strutturato e ben fruibile.
Nel giro di pochi anni, uscirono nuovi libri, nuovi lavori, fino ad arrivare ad una sequenza di strumenti sempre più strutturati e capaci di dare alle persone, quella conoscenza e quella consapevolezza necessarie per iniziare a cambiare prospettiva e riconquistare la loro esistenza: avveniva così, nel nascituro Metodo Ongaro® quello che io ho definito il passaggio alla divulgazione interattiva. Ed ecco la spettacolare sequenza degli strumenti più importanti, ai quali ho avuto modo e possibilità di assistere e partecipare:
2015   Nutrizione Potenziativa, corso interattivo sulla nutrizione
2016   Forza Vitale, corso interattivo sulla conoscenza profonda dei meccanismi che regolano noi persone
2017   Soul Wariors, corso dal vivo in auditorium, sullo sviluppo personale delle c.d. “5 Risorse”
2018   élite, corso dal vivo in aula a numero chiuso, sulla crescita personale profonda e la trasformazione della persona grazie alla scoperta delle proprie risorse interiori
2019   MOCP – Metodo Ongaro Certification Program, corso dal vivo in aula a numero chiuso, per ottenere la Certificazione MO e conoscere il Metodo dall’interno
2020   Soul Camp, vero e proprio laboratorio interattivo, con una sempre più mirata ed organica offerta di strumenti per la crescita personale e l’alta prestazione ed una interazione molto stretta con Filippo (Fondatore del Metodo).
Oggi, guardando indietro al decennio appena trascorso e davvero denso di eventi, non posso che essere grato per il lavoro che è stato fatto da Filippo e dal suo Staff. Un lavoro che ho avuto l’onore di seguire sempre da molto vicino: prima come paziente, poi grazie all’amicizia con Filippo e Sonja, successivamente come Moderatore del Gruppo di Forza Vitale, poi di recente grazie alla mia Certificazione Metodo Ongaro ed oggi come Coach Metodo Ongaro. Quest’ultima qualifica mi porta a lavorare in modo personalizzato con tante persone che hanno compreso il valore del Metodo Ongaro e desiderano apprenderlo ed utilizzarlo a proprio vantaggio.

Anno 2018 |
Incontro con
Sonja e Filippo avvenuto in occasione del
Soul Warriors 2018
a Riccione (IT).


Nel frattempo è cresciuto anche il “Gruppo Ongaro”, fatto di Persone che – come me – seguono il percorso evolutivo di Filippo Ongaro e del suo Metodo. Questo Gruppo ha dato vita ad interazioni belle, profonde, vere e autentiche. Con molte/i sono nate amicizie basate sulla stima e sulla solidarietà. E la cosa più bella è che per tutte queste Persone è comune l’obiettivo di dare un contributo per migliorare il Mondo, obiettivo arduo e al quale spesso molte persone rinunciano in partenza perché purtroppo si sentono impotenti e schiacciate dagli stessi eventi del Mondo.
Migliorare il Mondo. Questo obiettivo non è affatto facile ed oggi viene a volte addirittura deriso o preso come qualcosa di utopistico ed infantile. Ma come è stato più volte dimostrato, migliorare il Mondo è qualcosa di realizzabile soltanto se ci si concentra sui propri gesti quotidiani (spesso apparentemente piccoli) e molto meno realizzabile quando tendiamo ad occuparci dei grandi temi del Mondo, sui quali abbiamo davvero poca possibilità di incidere come singoli individui.

Anno 2019 – Foto della cena del Gruppo Forza Vitale in occasione SW-2019 – Rimini (IT)

A conclusione di questo breve racconto, ciò che mi sento di fare è ringraziare di cuore Filippo e Sonja che con il loro lavoro ed il loro carisma mi hanno consentito di raggiungere parecchi traguardi fisici, psichici ed emotivi. Inoltre tutta la mia evoluzione verso una nuova professione orientata alla Persona, non mi sarebbe stata possibile senza la scintilla che loro due hanno saputo accendere in me.

Ringrazio anche tutte le Persone del “Gruppo Ongaro” – in continua evoluzione e crescita – per la MotivAzione che hanno sempre saputo offrire.

Buon Metodo Ongaro a tutte/i ed un caro saluto dal treno sul quale mi trovo e che mi sta portando verso il Boot-Camp di élite.
Paolo

Berlino – Settembre 2020

Perché alcune persone ottengono ottimi risultati ed altre invece no?

di Paolo Bernardi – Coach Certificato Metodo Ongaro®

Di solito siamo portati a credere che ci siano persone che hanno dei vantaggi che altre non possono avere: ad esempio vantaggi genetici.
In realtà la Ricerca Epigenetica ha confermato che ciascuna persona è il risultato delle scelte che fa e delle abitudini che adotta.

COSA ACCADE – Pianifichiamo, ci organizziamo, iniziamo a fare ciò che ci eravamo prefissi, poi interrompiamo, costrette/i a rimandare, posticipare, accorgendoci che gli altri impegni pressano e che ci sono cose “più importanti”. Intanto il tempo trascorre e potrebbero trascorrere anni senza aver raggiunto ciò che desideravamo davvero e che era alla tua portata.

IL SUCCESSO – Nell’ambito del Metodo Ongaro®, “successo” vuol dire “far succedere” ciò che desideriamo; per questo stabilire obiettivi strategici è ciò che fa la differenza nel raggiungimento del successo.
Cosa fare allora per raggiungere i risultati che eravamo prefissi?

TRE AZIONI STRATEGICHE – Esistono delle azioni strategiche e scientificamente accreditate che fanno raggiungere gli obiettivi. Qui di seguito te e ne indico tre che puoi iniziare a fare subito.

1 Chiarisci con te stessa/o qual è il risultato che desideri ottenere (l’Obiettivo): la maggior parte delle persone fallisce perchè crede di avere chiaro questo passo ma ti assicuro che se lo hai sufficientemente chiaro è difficile che tu non lo raggiunga.
Alimentazione più sana? Una relazione meno problematica? Allenarti regolarmente ed essere più in forma? Sono solo alcuni esempi. Scrivi il tuo obiettivo, tramite delle domande da fare a te stessa/o: cosa desidero? con altri? dove? entro quali tempi? con quali risorse? ecc.

2 Verifica se sei già riuscita/o altre volte in questo risultato o in risultati simili (le Risorse): la maggior parte delle persone fallisce perchè non ha chiaro quali siamo le risorse da mettere in campo. A volte proviamo a replicare soluzioni del passato che sono del tutto inidonee nel presente, mentre altre volte trascuriamo successi passati per focalizzarci su cose che ci “abbagliano”, come ad esempio “l’ultima moda”. Anche qui fatti le domande giuste e soprattutto: scrivi! la scrittura è molto più utile di quanto si pensi.

3 Inizia a praticare giornalmente ciò che ti occorre per costruire il tuo obiettivo (il Processo): la maggior parte delle persone fallisce perchè prova a mettere in campo troppe energie tutte assieme, decretando il proprio fallimento già in partenza. Fai in modo che i passi per raggiungere ciò che desideri siano piccoli, costanti (possibilmente ogni giorno) e soprattutto fattibili per te: ciascuno di noi ha tempi e ritmi differenti, impegni e vita differenti. Per centrare gli obiettivi occorre pazienza e determinazione, unite al piacere di godersi il Processo di raggiungimento.


Impara a centrare gli obiettivi con il mio Programma di Coaching Metodo Ongaro®

DESIDERI FARE ESPERIENZA DEL MEDOTO ONGARO® ASSIEME A ME? DA OGGI E’ POSSIBILE, GRAZIE A PACCHETTI FLESSIBILI, PRATICI, VELOCI E CHE COSTRUISCO SU MISURA PER TE!

DOPO ANNI DI STUDIO, PRATICA E TANTI RISULTATI RAGGIUNTI ASSIEME A CENTINAIA DI PERSONE, SONO A TUA DISPOSIZIONE.

SONO STATO CERTIFICATO PROPRIO DA FILIPPO ONGARO E SONO UN ESPERTO DEL METODO CHE HA GIA’ AIUTATO TANTISSIME PERSONE A RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA.


Paolo Bernardi
(Ricercatore & Coach Certificato Metodo Ongaro®)

Ti guiderò personalmente grazie alla mia esperienza e alla mia formazione.
Paolo

Di persona(previo appuntamento)
Studio di Berlino (12163)
Rothenburgstraße 3
Studio di Lipsia (04177)
Endersstraße 5
Su piattaforma online(previo invito)
Individuale: Skype | ZoomGruppi: Zoom | Facebook | W-Jam
Contatti: +49 160 210 9488staff@paolo-bernardi.life

Emozioni, queste nostre compagne di Vita.

Emozione, dal Latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, scuotere, agitare. Per cui l’emozione, altro non è se non un’agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell’animo che portiamo all’esterno di noi.

Le Emozioni si dividono in Primarie e Secondarie: e questa distinzione è davvero fondamentale per il nostro benessere.


1 LE EMOZIONI PRIMARIE. Sono fisiche e istintive. Esse sono state programmate nei nostri geni da molti, moltissimi anni di evoluzione. Sono complesse e comportano una serie di reazioni fisiche e cognitive (molte delle quali non sono ancora ben comprese), e il loro scopo generale è quello di produrre una risposta specifica a uno stimolo.
Per esempio: se si è da soli ed a piedi nel deserto o nella savana e si vede un leone, si ha immediatamente paura. Le emozioni possono essere misurate oggettivamente dal flusso di sangue, dall’attività cerebrale, dalle espressioni facciali e dalla posizione del corpo.
Le emozioni sono gestite dal sistema limbico, il nostro centro di elaborazione emotiva.
Ciò significa che sono illogiche, irrazionali, e irragionevoli, perché il sistema limbico è separato dalla neocorteccia (posto letteralmente dietro), la parte del nostro cervello che si occupa dei pensieri coscienti, il ragionamento e il processo decisionale, che a livello evolutivo è conseguente al sistema limbico (costituito da amigdala, ipotalamo e ippocampo).


2 LE EMOZIONI SECONDARIE. Sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale, quindi anche a causa dei sentimenti e dei pensieri. Questa categoria di emozioni è tutt’altro che naturale e/o spontanea. In queste ricerche, il Ricercatore più accreditato a livello mondiale è Paul Ekman. Vediamo ora, in breve, qualche differenza tra le due E1 (Emozioni Primarie) ed E2 (Emozioni Secondarie).


E1 ed E2 a confronto.

La PAURA – ad esempio – fa parte del Gruppo E1: se vedo un animale feroce che può assalirmi, ho paura, quindi scappo, poi mi salvo e quando non sono più in pericolo, la paura finisce. l’ANSIA invece – definita come “la Paura della Paura” – fa parte del Gruppo E2: è una reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante. Per tornare all’esempio: io sono in casa mia e soffro stati di ansia a causa dell’ipotesi che uscendo incontrerò un animale feroce che mi assalirà.

Come si vede chiaramente da questo esempio, le E2 sono frutto di pensieri mentali dovuti ad esperienze che variano da persona a persona e per tale motivo non hanno un valore universale. Infatti difronte allo stesso evento, ciascuna persona proverà E2 proprie. Il grado di soggettività presente in tali Emozioni può far riflettere sul loro grado di affidabilità. Dal momento che le E2 condizionano molto la nostra esistenza, la domanda che viene spontanea è in genere la seguente: “posso cambiare le mie Emozioni Secondarie?” La risposta è SI; infatti i pensieri mentali che le generano, sono frutto del nostro apprendimento e quindi tali E2 possono essere sostituite, attraverso un apposito lavoro interiore, guidato da uno specialista (di solito uno Psicologo Psicoterapeuta).


Ancora qualche riflessione sul confronto tra E1 ed E2.

Tutte le E1 durano il tempo necessario all’evento che si sta svolgendo, quindi sono del tutto funzionali ed agganciate alla realtà che viviamo; sono affidabili ed hanno l’importante funzione di orientarci e farci vivere una vita vera e piena (anche se spesso fuggiamo da loro, facendoci così molto più male del dovuto). Tutte le E2 esistono in modo funzionale a ciò che noi riteniamo giusto e quindi in definitiva scollegate dalla realtà, in quanto non oggettive. L’intensità che le E2 hanno acquisito con la “modernità” è qualcosa di davvero pericoloso, proprio perché in grado di alterare il nostro stato percettivo, spostando il “punto di attenzione” dal reale all’irreale; per questo motivo le E2 non padroneggiate hanno la potenzialità di portare la nostra esistenza completamente fuori strada! Conoscere e riconoscere le E1 e le E2 è fondamentale per poter vivere un’Esistenza decente. Su questo tema c’è davvero molto da imparare e quanto qui detto è soltanto un accenno che mi auguro possa incentivare il lettore a cercare strade di approfondimento di questo tema.


Concludo affermando che la qualità della nostra vita dipende in larga misura dalla qualità delle nostre Emozioni Secondarie.

Emozioni PrimarieEmozioni Secondarie
1. rabbia, generata dalla frustrazione che si può manifestare attraverso l’aggressività;
2. paura, emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una situazione pericolosa;
3. tristezza, si origina a seguito di una perdita o da uno scopo non raggiunto;
4. gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri;
5. sorpresa, si origina da un evento inaspettato, seguito da paura o gioia;
6. disprezzo, sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto verso persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale;
7. disgusto, risposta repulsiva caratterizzata da un’espressione facciale specifica.
Allegria, sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo;
invidia, stato emozionale in cui un soggetto sente un forte desiderio di avere ciò che l’altro possiede;
vergogna, reazione emotiva che si prova in conseguenza alla trasgressione di regole sociali;
ansia, reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante;
rassegnazione, disposizione d’animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sfortuna;
gelosia, stato emotivo che deriva dalla paura di perdere qualcosa che appartiene già al soggetto;
speranza, tendenza a ritenere che fenomeni o eventi siano gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esiti sperati come migliori;
perdono, sostituzione delle emozioni negative che seguono un’offesa percepita (es. rabbia, paura) con delle emozioni positive (es. empatia, compassione);
offesa, danno morale che si arreca a una persona con atti o con parole;
nostalgia, stato di malessere causato da un acuto desiderio di un luogo lontano, di una cosa o di una persona assente o perduta, di una situazione finita che si vorrebbe rivivere;
rimorso, stato di pena o turbamento psicologico sperimentato da chi ritiene di aver tenuto comportamenti o azioni contrari al proprio codice morale;
delusione, stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà.

Ti segnalo qui un contributo su questo tema che ho selezionato direttamente dal Canale Youtube del Fondatore del Metodo Ongaro® – il Dott. Filippo Ongaro.
Su questo canale Youtube troverai tantissimi video gratuiti e suddivisi per categoria, che potranno esserti molto utili nel tuo percorso di cambiamento.
Quindi iscriviti al canale di Filippo e buona visione.
Paolo


Relazioni: la trappola del cedere potere.

Spesso siamo onestamente convinti che il nostro benessere dipenda da cosa fanno gli altri; che ciò che gli altri fanno o non fanno, sia l’impedimento/consenso al nostro benessere. In questi casi, cediamo tutto il nostro potere di scegliere cosa fare della nostra vita, perché dimentichiamo che noi possiamo agire soltanto su ciò che dipende da noi.

Le frasi più ascoltate in questo senso sono:
desidero che lei (o lui) cambi atteggiamento / che mi capisca (riferita a genitore, figli, fratelli, sorelle, colleghi ecc.) perché così le cose andrebbero come devono andare”. Purtroppo però resta il fatto che ciò che fa l’altro non dipende da noi e magari il cambiamento dell’altra persona non avverrà mai;
desidero che la vita sia più giusta verso di me”. Purtroppo però ciò che fa la vita in senso generale non dipende da noi e di solito in questi casi la persona poi ricollega le ingiustizie “della vita” a qualcuno o a gruppi di persone ben individuabili;
desidero che mi venga riconosciuto ciò che merito”. Purtroppo però ciò che ci viene riconosciuto o non riconosciuto non dipende da noi.

“Agisci su ciò
che dipende da te”.

Vediamo allora che cosa dipende da te, cioè su cosa hai potere tu nella tua vita.
Nel momento in cui ci convinciamo ad agire su ciò che dipende da noi, le cose iniziano a cambiare davvero e spesso cambiano in modo efficace. Quando iniziamo – ad esempio – a dirci frasi del tipo:
– “da domani mi sveglierò un’ora prima
– “la prossima settimana inizierò quel corso di cucina etnica
– “prendo un’ora ogni giorno per dedicarmi alle mie passioni
iniziamo a riprendere e a migliorare le nostre relazioni. Infatti quando iniziamo ad occuparci di ciò che è dipende da noi, non è più l’altra persona o gli altri ad impedirci qualcosa e soltanto in questo modo possiamo lasciare andare i sentimenti che prima nutrivamo verso altri e liberarcene. Sperimenteremo così che occupandoci di ciò che dipende da me faccio succedere ciò che desidero.

Orientando in questo modo il nostro Agire, le nostre energie fisiche e mentali non finiranno intrappolate nel provare ad agire là, dove non abbiamo alcun potere (se non a caro prezzo) e che di solito diventa un pozzo senza fondo, nel quale perdiamo tante energie a fronte di illusorie ricompense.

E’ capitato anche a te di vivere situazioni nelle quali sei costantemente impegnata/o in qualcosa che somiglia più ad una “guerra” che non ad una Relazione costruttiva? Qualcosa che non ha fine e sfinisce te e gli altri?
In questi casi, che senso ha procedere come si è sempre proceduto?
Le soluzioni che hai tentato, ti hanno portato risultati duraturi e stabili?

Ciò che puoi fare in pratica, da subito è analizzare la situazione e scoprire se stai utilizzando le tue energie ed il tuo tempo in azioni che riguardano cose che non dipendono da te, anche se si tratta di cose che tu speri avvengano. Una volta comprese le dinamiche in atto, potrai riorientare le tue preziose energie su azioni mirate e rivolte a ciò che davvero dipende da te. In questo modo aumenterai il successo in ciò che desideri e riprenderai il senso di controllo sulla tua vita. Interromperai con successo il flusso che fino ad oggi ha sfinito te e gli altri – non certo per colpa tua e forse neppure per colpa degli altri – e potrai iniziare a godere del benessere che deriva da un utilizzo “sano” delle tue energie.


Se ti interessa approfondire questo argomento, se ritieni che la tua prestazione sia in questo momento bloccata ed abbia necessità di un supporto, scrivimi pure via e-mail a paolo@paolo-bernardi.life e verificheremo assieme la soluzione migliore per te.


Impara a centrare gli obiettivi con il mio Programma di Coaching Metodo Ongaro®

? DESIDERI FARE ESPERIENZA DEL MEDOTO ONGARO® ASSIEME A ME? DA OGGI E’ POSSIBILE, GRAZIE A PACCHETTI FLESSIBILI, PRATICI, VELOCI E CHE COSTRUISCO SU MISURA PER TE!

? DOPO ANNI DI STUDIO, PRATICA E TANTI RISULTATI RAGGIUNTI ASSIEME A CENTINAIA DI PERSONE, SONO A TUA DISPOSIZIONE.

? SONO STATO CERTIFICATO PROPRIO DA FILIPPO ONGARO E SONO UN ESPERTO DEL METODO CHE HA GIA’ AIUTATO TANTISSIME PERSONE A RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA.


Paolo Bernardi
(Ricercatore & Coach Certificato Metodo Ongaro®)

Ti guiderò personalmente con la mia esperienza e la mia formazione, grazie alle mie Piattaforme Formative Online!
Paolo

Il “Successo” grazie al Metodo Ongaro

Come darsi maggiori possibilità di Successo grazie al Metodo Ongaro

Per molte persone il SUCCESSO equivale a vincere una competizione, ad arrivare primi ad un concorso o a raggiungere le vetrine di un mondo tanto scintillante quanto riservato ad un ristretto numero di persone. Questo concetto del successo è abbastanza infantile e spesso diventa fonte di frustrazione per adolescenti che poi portano ferite anche nell’età adulta. No non è certo questo il concetto di successo che ho imparato da Filippo. Non un successo che esclude gli altri e li fa sentire inadeguati, è un successo nel senso di allenarsi ogni giorno per avere la possibilità di far succedere ciò che più desidero nella mia vita e che è alla mia portata. E’ così che – giorno dopo giorno e grazie soprattutto a Forza Vitale – mi sono ritrovato a fare cose che non averi mai immaginato fossero possibili per una persona timorosa, spesso rabbiosa e sottoposta a forti stress lavorativi con giornate che in ufficio duravano anche 10-12 ore.

Il concetto di successo che imparato da Filippo non è certo quello proposto dalla cultura del far soldi, dell’apparire ad ogni costo, dell’ipocrisia e del prevaricare in qualche modo gli altri.
E’ il successo nel senso di impegnarsi e dare il massimo per far succedere ciò che è davvero importante nella nostra vita: per me soprattuto il benessere interiore con la mia Famiglia, mia Moglie e le nostre Figlie.

Per fortuna arrivò il mio incontro con Filippo ?? era il 2012 e tutto prese una strada nuova. Impiegai anni di studio e lavoro, seguendo Filippo nella sua evoluzione. Il Metodo Ongaro ancora non era pronto e lo si stava costruendo. Oggi posso senza dubbio dire di aver avuto successo, nel senso che il Lavoro Interiore che ho svolto quotidianamente, ha fatto succedere ciò che più desideravo e che ho scoperto essere di stare bene con la mia Famiglia, mia Moglie e e le nostre Figlie. Proprio io che pensavo che la felicità fosse raggiungere chissà quale vetta professionale.

Alla fine – che poi è un nuovo inizio – tutto è stato possibile grazie allo studio e alla pratica quotidiana del Metodo Ongaro. Certamente ho studiato e praticato anche tante altre discipline e tutt’ora svolgo ricerche su diversi fronti del benessere personale MA senza il Metodo di Filippo – che proseguo ad approfondire sempre – non mi sarebbe stato possibile completare il mio sviluppo. Un grosso ringraziamento lo devo anche al Gruppo di Forza Vitale (uno dei Corsi di Formazione del Metodo Ongaro. Erano gli anni delle “Edizioni FV” e l’atmosfera che si poteva respirare nel Gruppo era molto particolare. Il Gruppo ha iniziato a funzionare nel 2016 e li ho avuto la Fortuna di incontrare tantissime/i Amiche/i ?

Paolo Bernardi
(Coach Certificato Metodo Ongaro)

Ti guiderò personalmente con la mia esperienza e la mia formazione, grazie alle mie Piattaforme Formative Online!
Paolo

Centrare gli obiettivi grazie al Metodo.

di Paolo Bernardi – Coach Certificato Metodo Ongaro®

Esiste un movimento molto importante per il nostro benessere interno ed esterno e strumenti che ci aiutano ad assecondarlo ??

Pensando al nostro benessere e a come non sprecare tempo prezioso che non tornerà indietro, il rischio è di restare nelle “teorie”. Come ricorda spesso anche Filippo, il rischio è di sapere tutto – o quasi – in teoria, di averla addirittura applicata agli inizi e di aver poi mollato a causa di non si sa bene che cosa. La teoria è rimasta li, a nostra disposizione, integra e valida ma per quanto ci sforziamo, non scende più nella pratica quotidiana.
L’immagina dello “scendere”, richiama molto bene il movimento che va dalla nostra sfera cognitiva (pensiero, mente, cervello, ecc.) che identifichiamo un po’ tutti con la nostra testa, fino a raggiungere la nostra sfera operativa (le emozioni, le sensazioni, la nostra natura interiore fatta di forze e debolezze del tutto umane) che di solito identifichiamo con la nostra pancia.
Per rimuovere ciò che ostacola questo movimento vitale tra “testa” e “pancia” è necessario dotarsi di strumenti scientificamente validati. Vediamone due che fanno parte proprio del Metodo Ongaro®.

“Qualsiasi obiettivo tu abbia scelto, potrai raggiungerlo soltanto portandolo nella pratica quotidiana”

Come ho detto, il movimento che consente la comunicazione/passaggio tra il nostro livello “mentale” ed “operativo” va sostenuto per poter portare in pratica ciò che abbiamo appreso al livello teorico. Prima di passare ad esaminare due dei più noti strumenti del M.O., tengo a precisare che esiste un altro movimento che va dal nostro livello “operativo” a quello “mentale” e che non prenderò in considerazione in questa sede, in quanto richiede una trattazione separata, seppure concettualmente connessa con questa.
Al fine di sostenere la PRATICA di ciò che abbiamo ben appreso in TEORIA e non farti perdere tempo, ecco due possibili strumenti che ci fornisce il Metodo Ongaro®.
1. Il DIARIO scritto in modo strategico, è un valido aiuto per ascoltarci, rafforzare il rapporto con noi stessi e aumentare la nostra autostima.
2. La MEDITAZIONE eseguita in modo sostenibile, cioè senza pretendere risultati ma lasciandosi cullare e trasportare, sperimentando forme di rilassamento profondo.
Entrambi questi strumenti, sono stati scientificamente validati, perché i loro effetti sul miglioramento della qualità di vita sono concreti e sono stati misurati.
Sonja e Filippo Ongaro hanno ben descritto questi due strumenti a livello teorico e fornendo anche delle eccellenti esercitazioni pratiche; lo hanno fatto sia nei corsi, che nei video del canale yt di Filippo, ai quali ti rimando.
Malgrado tutto, sono ancora molte le persone che hanno difficoltà a trarre il massimo vantaggio da questi strumenti così potenti. Spesso, dopo un primo periodo di entusiasmo, li abbandonano, perdendo tempo prezioso e risorse fondamentali. In casi del genere, secondo la mia esperienza, manca il contatto diretto con un Professionista che sappia guidare dal vivo ad utilizzare in modo Strategico, sia il Diario che la Meditazione.
Se desideri fare l’esperienza dal vivo assieme a me per implementare questi due strumenti nella tua quotidianità e trarne il massimo vantaggio, chiedimi come fare e saprò farti risparmiare tempo, in modo semplice, rapido e flessibile.

“La TEORIA potrebbe restare una sequenza di belle parole ed il TEMPO che passa, non farà altro che ricordarti ciò che era alla tua portata”


Impara a centrare gli obiettivi con il mio Programma di Coaching Metodo Ongaro®

? DESIDERI FARE ESPERIENZA DEL MEDOTO ONGARO® ASSIEME A ME? DA OGGI E’ POSSIBILE, GRAZIE A PACCHETTI FLESSIBILI, PRATICI, VELOCI E CHE COSTRUISCO SU MISURA PER TE!

? DOPO ANNI DI STUDIO, PRATICA E TANTI RISULTATI RAGGIUNTI ASSIEME A CENTINAIA DI PERSONE, SONO A TUA DISPOSIZIONE.

? SONO STATO CERTIFICATO PROPRIO DA FILIPPO ONGARO E SONO UN ESPERTO DEL METODO CHE HA GIA’ AIUTATO TANTISSIME PERSONE A RIPRENDERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA.


Paolo Bernardi
(Ricercatore & Coach Certificato Metodo Ongaro®)

Ti guiderò personalmente con la mia esperienza e la mia formazione, grazie alle mie Piattaforme Formative Online!
Paolo

Quale Allenamento per avere Relazioni appaganti?

Il primo “segreto” è conoscersi. Il CORPO è principalmente il nostro mezzo di interazione fisica con l’Ambiente. La PANCIA è il luogo dove risiedono i nostri Bisogni, intesi come “stimolo necessario al nostro completamento” ed il loro soddisfacimento dipende principalmente dal linguaggio che utilizziamo nella interazione con l’Ambiente. Il CUORE è il luogo di residenza delle Emozioni e dei Sentimenti: la loro qualità dipende dal fatto che i nostri Bisogni sono soddisfatti oppure no. La MENTE è il luogo dove le Emozioni ed i Sentimenti che proviamo, determinano il Ragionamento.

“Chi conosce i propri Bisogni può aspirare ad avere Relazioni appaganti: ciò che purtroppo facciamo spesso è reprimerli o peggio, ignorarli”.

Conoscere i Bisogni propri e altrui non è affatto scontato. Tuttavia è da questa conoscenza che deriva l’allineamento di Mente, Corpo, Cuore e Pancia, che svolgeranno al meglio i loro compiti e ci daranno il massimo benessere possibile. La buona notizia è che tutti possiamo imparare a sentire e a decifrare i Bisogni (nostri e altrui), andando così dritti sull’unica strada certa per vivere Relazioni appaganti e quindi verso una Vita davvero a Pieno. Quali quindi gli ostacoli che si pongono sulla strada di chi si convince ad apprendere il “Linguaggio dei Bisogni”?

L’errore più frequente è quello di confondere Bisogni e Strategie”.

Ecco un esempio di confusione. Se faccio la tale cosa, chi mi osserva suppone che quella cosa sia il mio Bisogno; in realtà io non ho bisogno della tale cosa, perchè i bisogni non sono cose (e neppure persone). Io – come ogni altra Persona – tento di soddisfare un mio Bisogno attraverso (facendo) la tale cosa. La tale cosa si rivela quindi la Strategia e non il Bisogno. Ecco perchè – ad esempio – quando mangiamo i dolci abbiamo bisogno di affetto, quanto siamo arrabbiati abbiamo bisogno di essere ascoltati e considerati seriamente, quando evitiamo qualcosa o qualcuno abbiamo bisogno di sicurezza, ecc.

Ecco le tragiche conseguenze della confusione tra Bisogni e Strategie. La maggior parte delle Relazioni si incagliano sulla questione seguente: “tu non mi capisci“; che si traduce in: “tu non comprendi i miei bisogni“. Probabilmente ne avrai sentito parlare anche tu ed il problema più grave è che anche chi pronuncia tali frasi, seppure sta chiedendo aiuto ed è onestamente ferita/o, sta confondendo i Bisogni propri e altrui e chiede quindi qualcosa che non può neppure ben indicare agli altri, avendo essa stessa per prima una gran confusione interna. Eppure il dolore emotivo che prova chi pronuncia tali frasi, è Autentico. In questa dinamica di “Dolore autentico” e “Bisogni indecifrati”, anche l’Amicizia più profonda, la Relazione più stabile, l’Amore più grande, sono a rischio di capitolare, di lasciare spazio ai Ruoli sociali, alla banalità e alla chiusura – a volte definitiva – della Relazione. La confusione, confusa anch’essa con la certezza, rende vulnerabili a quell’ennesimo “NO, tu non mi capisci ! ” che significa la Fine – più o meno conclamata – della Relazione stessa.

Cosa desideriamo quindi? Ciò che deriva da questa confusione è ciò che desideriamo per noi e per le persone alle quali teniamo davvero? Siamo appagati nel dire e dirci che è tutto apposto e che il Mondo ha sempre girato così? Io credo proprio di no. Credo anzi che ciascucna Persona sia realmente interessata al livello di benessere proprio e delle persone che fanno parte della propria Vita (partner, figlie/i, genitori, sorelle, fratelli, colleghe/i, amiche/i, ecc.). Eppure restiamo troppe volte e troppo spesso impotenti. Te ne sarai accorta/o anche tu, di quanta solitudine c’è in giro, di quanto oggi più che mai, le Relazioni interpersonali siano a rischio. Ecco quindi che non abbiamo nulla da perdere nel tentare una strada diversa dal solito, se non altro perchè “il solito” lo conosciamo già.

Le indicazioni in campo Scientifico. Oggi sono le Neuroscienze (e non dei Santoni Orientali) ad indicarci che un cambio di paradigma è davvero alla portata di tutte le Persone che scelgono consapevolmente di agire qualcosa di diverso dal “Copione” e dal “Ruolo” che qualcun’altro pare proprio aver scelto per loro. In tale filone di Ricerca Scientifica, si inserisce a pieno titolo quella portata avanti in questi anni dal Dott. Filippo Ongaro: una Ricerca che ha visto coinvolte migliaia di Persone, alla quale sono davvero grato di aver perso parte sin dalla “prima ora” ed alla quale continuo a prendere parte con grande interesse e partecipazione. Una Ricerca che si è tradotta in una Pratica – il Metodo Ongaro – che ha prodotto una percentuale di successi altissima, fatta di Persone che hanno ampiamente migliorato il loro approccio ad una Vita a Pieno che ha portato loro i cambiamenti positivi desiderati.

Dopo anni di studio, pratica e parecchie situazioni risolte, ti sostengo nel raggiungimento dei tuoi obiettivi relazionali”.

Esiste un Sistema Relazionale che ho studiato e praticato intensivamente nell’ultimo anno e che Allena le Persone ad entrare in contatto con i Bisogni propri e altrui, fornendo così gli strumenti operativi (in parte teorici e molto pratici) per trasformare le Relazioni, portando queste ultime dalla modalità ordinaria nella quale semplicemente “non siano visti” alla modalità straordinaria nella quale semplicemente il centro della relazione è il “vedersi ed arricchirsi”.

Questo Sistema che ho ideato e chiamato Dalet-CNV è stato possibile soprattutto grazie agli strumenti messi a mia disposizione dalla persona che io considero il mio Maestro, il Dott. Filippo Ongaro. Ho quindi integrato Dalet-CNV con i principi dell’Allenamento che ho imparato essere principi Universali e funzionanti sia sul piano Fisico (quello dove la loro efficacia è maggiormente nota ai più) ed altrettanto funzionanti (efficienti ed efficaci) sui piani Emotivo e Mentale, così come insegnatomi proprio da Filippo Ongaro.

Interessata/o ad un corso online dal vivo oppure a sessioni di coaching individuale? Clica qui.

Per info: staff@paolo-bernardi.life

Desideri partecipare alfdgsdfgdvcbxcvl’evento online “Benessere Insieme” che faremo a Maggio 2020 Ci sono solo 10 posti. VAIxcvzxcvz ALLA PAGINA DEI CORSI E DEGLI EVENTI.

Buone Relazioni? Certo!

Può sembrare un paradosso, tuttavia per far ripartire una Relazione che “zoppica” è necessario sapere che ci sono 2 PILASTRI sui quali si fondano tutte le buone relazioni ed io posso garantirtelo.

Di Paolo Bernardi (Ricercatore e Coach)

Desideri più gentilezza . . . . . sii più gentile.
Desideri più collaborazione . . . . . sii più collaborativa/o.
Desideri maggiore presenza . . . . . sii maggiormente presente.
Desideri maggiore attenzione . . . . . sii più attenta/o.
E non dimenticare mai di CHIEDERE in modo chiaro e onesto ciò di cui hai bisogno tu.

E’ vero, costerà fatica, ma mai tanta fatica quanta ne costa una relazione difficile.

Come dici? Lo stai già facendo da tempo e non ricevi nulla?
Allora prosegui a leggere e scopri cosa ti serve per farcela!

Nei casi in cui le hai provate già tutte, sarà bene che tu ti accerti di aver curato i due Fondamenti della Relazione Sana. Si tratta di aspetti spesso sottovalutati e all’apparenza di poco significato ed è per questo che sfuggono a molte presone. Però sono aspetti che fanno davvero la differenza per avere Relazioni Sane: te lo assicuro!
Qui di seguito te li illustro. Buona lettura.


1 Primo Fondamento di una Relazione Sana. Hai dato la tua parte (gentilezza, collaborazione, presenza, attenzione, ecc.) senza aspettative?
Le aspettative rovinano ogni dono che desideriamo dare e purtroppo abbiamo imparato fin da piccoli ad averne.
L’aspettativa che riponi nelle azioni e negli stati d’animo che doni nelle tue Relazioni – non importa se si tratta di aspettative giuste o sbagliate – trasformano la percezione dell’altro, che da un dono, percepirà invece una sorta di “ricatto” e capirai bene che questo non ti porterà da nessuna parte.
Questa distorsione percettiva, avviene nell’altro a causa della aspettative che noi abbiamo nei confronti di ciò che abbiamo fatto. Eliminare le aspettative non è soltanto necessario per farti avere il meglio ma è anche possibile.
Come fare? Un metodo molto utilizzato è quello di pensare – ma pensarlo per davvero, con intensità – che ciò che diamo sarà bello e sincero comunque, anche se l’altro non avrà modo di apprezzarlo / considerarlo: il mancato apprezzamento / considerazione, dipendono dall’altro, non da te; inoltre fare cose belle e sincere è il modo migliore per testare chi hai accanto e quanto è in quel momento davvero interessata/o a te e alla vostra relazione. E qui si passa al Fondamento nr. 2.

2 Secondo Fondamento di una Relazione Sana. Hai fatto delle Richieste o delle Pretese? Attenzione qui perché questa distinzione non è sempre immediata e le Pretese si ritorceranno sempre contro di te, anche se – strano ma vero – si tratta di situazioni nelle quali avevi il diritto “sacro e santo” di ricevere quella determinata cosa, gesto, ecc.
Una Richiesta vera e onesta, si distingue da una Pretesa, osservando il comportamento che produce un rifiuto… si, lo so, stai pensando che allora ricevere rifiuti “deve” essere normale? Beh si, a volte ci sta, altrimenti è una pretesa che purtroppo, uccide qualsiasi senso di collaborazione onesta e leale.
La buona notizia? E’ che le Richieste – quelle vere – spesso vengono accolte, magari non subito ma hanno vita molto più lunga e serena delle Pretese. Occhio! E poi, pensaci un attimo: se una persona ti facesse una richiesta e tu fossi impossibilitata a soddisafre quella richiesta, come desidereresti che regisse? E se accettase il tuo rifiuto pur non comprendendolo, quanto rispetto percepiresti?
Come fare? Un metodo molto efficace è quello di pensare – ma pensarlo per davvero, con intensità – che ciò che abbiamo chiesto non potrà essere sempre soddisfatto e che se l’altro non avrà modo di aderire a ciò che chiediamo, sarà per motivi tutti suoi e non certo per fare dispetto a noi: del resto se la relazione fosse basata sul dispetto sarebbe davvero utile interrogarsi assieme su cosa fare. Inoltre, anche fare richieste chiare ed oneste (e non Pretese) è un ottimo modo per testare chi hai accanto e quanto in quel momento è davvero interessata/o a te e alla vostra relazione.

Concludendo, ogni volta che NON poni aspettative e/o NON pretendi, aumenti le tue possibilità che l’altra parte sia collaborativa e riconosca la Relazione stessa come un Valore fondamentale; otterrai ciò che ti eri prefissa/o e cioè che la Relazione migliori e che ciò che prima poteva essere molto difficile, diventi qualcosa di normalmente gestibile.
Mi auguro di esserti stato utile, nel qual caso ti chiedo di condividere questo articolo. Grazie.
Per domande o considerazioni, puoi commentare direttamente qui.


Impara a gestire le tue ASPETTATIVE e RICHIESTE con il mio Programma di Coaching: Corsi, Seminari e Sessioni individuali.


Paolo Bernardi
(Ricercatore & Coach)

Ti guiderò personalmente grazie alla mia esperienza e formazione.
Ti aspetto nelle mie Piattaforme Formative Online!
Paolo

Ascoltare noi stessi vuol dire capire ciò che NON stiamo dicendo a parole, mentre le nostre Emozioni parlano chiaramente o urlano.

di Paolo Bernardi (Ricercatore e Coach)

La frase più nota è la seguente: “Ascoltare vuol dire capire ciò che l’altro NON dice“; tuttavia è ormai assodato che il rapporto che abbiamo con noi stessi, può essere da noi stessi ascoltato, con risultati molto importanti sul nostro benessere interno ed esterno. La ricerca in ambito Neurofisiologico e Psicologico lo ha dimostrato ed oggi questo ascolto è utilizzato anche nelle principali forme di cura e sostegno a chi ha disturbi e/o patologie di carattere psicologico-funzionale.


Le nostre Emozioni – nel bene e nel male – sono anche ciò che doniamo agli altri.


Tuttavia non è necessario essere “malati” per beneficiare della capacità di auto-ascolto, anzi, è proprio in condizioni di salute e benessere, che l’apprendimento e la pratica delle tecniche di auto-ascolto, può dare risultati sorprendenti ed ampi miglioramenti negli ambiti della sfera privata e professionale. Perché avvengono tali miglioramenti?

Fondamentalmente il miglioramento ed i risultati arrivano per due ordini di motivi. Il primo è che si iniziano a gestire le proprie emozioni, attenzione non a controllarle ma a gestirle e sono due cose ben differenti. Il secondo è che si diventa un “polo magnetico” e chi è vicino a percepisce il nostro cambiamento a livello di frequenza energetica ed inizia ad esserne attratto e questo ci da maggiore soddisfazione nel supportare gli altri e noi stessi per il raggiungimento di risultati comuni.

Nelle mio Programma di Coaching (Allenamento Relazionale) svolgo sessioni individuali di circa un’ora durante la quale il mio Coachee (il cliente da me Assistito) può apprendere le tecniche di auto-ascolto ed iniziare da subito ad avere risultati. Grazie all’approccio breve e strategico che utilizzo, i miglioramenti si hanno in genere già alla prima seduta e sei sedute sono sufficienti per stabilizzare i risultati. Per quanti fossero interessati a saperne di più oppure a fare una seduta di prova, c’è il seguente indirizzo email che dedicato

coaching@paolo-bernardi.life


Prossimi Percorsi di Coaching:

CLICCA QUI

Se interessate/i, scrivere a: coaching@paolo-bernardi.life