Centrare gli obiettivi grazie al Metodo.

di Paolo Bernardi – Coach Certificato Metodo Ongaro®

Esiste un movimento molto importante per il nostro benessere interno ed esterno e strumenti che ci aiutano ad assecondarlo ??

Pensando al nostro benessere e a come non sprecare tempo prezioso che non tornerà indietro, il rischio è di restare nelle “teorie”. Come ricorda spesso anche Filippo, il rischio è di sapere tutto – o quasi – in teoria, di averla addirittura applicata agli inizi e di aver poi mollato a causa di non si sa bene che cosa. La teoria è rimasta li, a nostra disposizione, integra e valida ma per quanto ci sforziamo, non scende più nella pratica quotidiana.
L’immagina dello “scendere”, richiama molto bene il movimento che va dalla nostra sfera cognitiva (pensiero, mente, cervello, ecc.) che identifichiamo un po’ tutti con la nostra testa, fino a raggiungere la nostra sfera operativa (le emozioni, le sensazioni, la nostra natura interiore fatta di forze e debolezze del tutto umane) che di solito identifichiamo con la nostra pancia.
Per rimuovere ciò che ostacola questo movimento vitale tra “testa” e “pancia” è necessario dotarsi di strumenti scientificamente validati. Vediamone due che fanno parte proprio del Metodo Ongaro®.

“Qualsiasi obiettivo tu abbia scelto, potrai raggiungerlo soltanto portandolo nella pratica quotidiana”

Come ho detto, il movimento che consente la comunicazione/passaggio tra il nostro livello “mentale” ed “operativo” va sostenuto per poter portare in pratica ciò che abbiamo appreso al livello teorico. Prima di passare ad esaminare due dei più noti strumenti del M.O., tengo a precisare che esiste un altro movimento che va dal nostro livello “operativo” a quello “mentale” e che non prenderò in considerazione in questa sede, in quanto richiede una trattazione separata, seppure concettualmente connessa con questa.
Al fine di sostenere la PRATICA di ciò che abbiamo ben appreso in TEORIA e non farti perdere tempo, ecco due possibili strumenti che ci fornisce il Metodo Ongaro®.
1. Il DIARIO scritto in modo strategico, è un valido aiuto per ascoltarci, rafforzare il rapporto con noi stessi e aumentare la nostra autostima.
2. La MEDITAZIONE eseguita in modo sostenibile, cioè senza pretendere risultati ma lasciandosi cullare e trasportare, sperimentando forme di rilassamento profondo.
Entrambi questi strumenti, sono stati scientificamente validati, perché i loro effetti sul miglioramento della qualità di vita sono concreti e sono stati misurati.
Sonja e Filippo Ongaro hanno ben descritto questi due strumenti a livello teorico e fornendo anche delle eccellenti esercitazioni pratiche; lo hanno fatto sia nei corsi, che nei video del canale yt di Filippo, ai quali ti rimando.
Malgrado tutto, sono ancora molte le persone che hanno difficoltà a trarre il massimo vantaggio da questi strumenti così potenti. Spesso, dopo un primo periodo di entusiasmo, li abbandonano, perdendo tempo prezioso e risorse fondamentali. In casi del genere, secondo la mia esperienza, manca il contatto diretto con un Professionista che sappia guidare dal vivo ad utilizzare in modo Strategico, sia il Diario che la Meditazione.
Se desideri fare l’esperienza dal vivo assieme a me per implementare questi due strumenti nella tua quotidianità e trarne il massimo vantaggio, chiedimi come fare e saprò farti risparmiare tempo, in modo semplice, rapido e flessibile.

“La TEORIA potrebbe restare una sequenza di belle parole ed il TEMPO che passa, non farà altro che ricordarti ciò che era alla tua portata”


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Paolo Bernardi
(Ricercatore & Coach Certificato Metodo Ongaro®)

Ti guiderò personalmente con la mia esperienza e la mia formazione, grazie alle mie Piattaforme Formative Online!
Paolo

Quale Allenamento per avere Relazioni appaganti?

Il primo “segreto” è conoscersi. Il CORPO è principalmente il nostro mezzo di interazione fisica con l’Ambiente. La PANCIA è il luogo dove risiedono i nostri Bisogni, intesi come “stimolo necessario al nostro completamento” ed il loro soddisfacimento dipende principalmente dal linguaggio che utilizziamo nella interazione con l’Ambiente. Il CUORE è il luogo di residenza delle Emozioni e dei Sentimenti: la loro qualità dipende dal fatto che i nostri Bisogni sono soddisfatti oppure no. La MENTE è il luogo dove le Emozioni ed i Sentimenti che proviamo, determinano il Ragionamento.

“Chi conosce i propri Bisogni può aspirare ad avere Relazioni appaganti: ciò che purtroppo facciamo spesso è reprimerli o peggio, ignorarli”.

Conoscere i Bisogni propri e altrui non è affatto scontato. Tuttavia è da questa conoscenza che deriva l’allineamento di Mente, Corpo, Cuore e Pancia, che svolgeranno al meglio i loro compiti e ci daranno il massimo benessere possibile. La buona notizia è che tutti possiamo imparare a sentire e a decifrare i Bisogni (nostri e altrui), andando così dritti sull’unica strada certa per vivere Relazioni appaganti e quindi verso una Vita davvero a Pieno. Quali quindi gli ostacoli che si pongono sulla strada di chi si convince ad apprendere il “Linguaggio dei Bisogni”?

L’errore più frequente è quello di confondere Bisogni e Strategie”.

Ecco un esempio di confusione. Se faccio la tale cosa, chi mi osserva suppone che quella cosa sia il mio Bisogno; in realtà io non ho bisogno della tale cosa, perchè i bisogni non sono cose (e neppure persone). Io – come ogni altra Persona – tento di soddisfare un mio Bisogno attraverso (facendo) la tale cosa. La tale cosa si rivela quindi la Strategia e non il Bisogno. Ecco perchè – ad esempio – quando mangiamo i dolci abbiamo bisogno di affetto, quanto siamo arrabbiati abbiamo bisogno di essere ascoltati e considerati seriamente, quando evitiamo qualcosa o qualcuno abbiamo bisogno di sicurezza, ecc.

Ecco le tragiche conseguenze della confusione tra Bisogni e Strategie. La maggior parte delle Relazioni si incagliano sulla questione seguente: “tu non mi capisci“; che si traduce in: “tu non comprendi i miei bisogni“. Probabilmente ne avrai sentito parlare anche tu ed il problema più grave è che anche chi pronuncia tali frasi, seppure sta chiedendo aiuto ed è onestamente ferita/o, sta confondendo i Bisogni propri e altrui e chiede quindi qualcosa che non può neppure ben indicare agli altri, avendo essa stessa per prima una gran confusione interna. Eppure il dolore emotivo che prova chi pronuncia tali frasi, è Autentico. In questa dinamica di “Dolore autentico” e “Bisogni indecifrati”, anche l’Amicizia più profonda, la Relazione più stabile, l’Amore più grande, sono a rischio di capitolare, di lasciare spazio ai Ruoli sociali, alla banalità e alla chiusura – a volte definitiva – della Relazione. La confusione, confusa anch’essa con la certezza, rende vulnerabili a quell’ennesimo “NO, tu non mi capisci ! ” che significa la Fine – più o meno conclamata – della Relazione stessa.

Cosa desideriamo quindi? Ciò che deriva da questa confusione è ciò che desideriamo per noi e per le persone alle quali teniamo davvero? Siamo appagati nel dire e dirci che è tutto apposto e che il Mondo ha sempre girato così? Io credo proprio di no. Credo anzi che ciascucna Persona sia realmente interessata al livello di benessere proprio e delle persone che fanno parte della propria Vita (partner, figlie/i, genitori, sorelle, fratelli, colleghe/i, amiche/i, ecc.). Eppure restiamo troppe volte e troppo spesso impotenti. Te ne sarai accorta/o anche tu, di quanta solitudine c’è in giro, di quanto oggi più che mai, le Relazioni interpersonali siano a rischio. Ecco quindi che non abbiamo nulla da perdere nel tentare una strada diversa dal solito, se non altro perchè “il solito” lo conosciamo già.

Le indicazioni in campo Scientifico. Oggi sono le Neuroscienze (e non dei Santoni Orientali) ad indicarci che un cambio di paradigma è davvero alla portata di tutte le Persone che scelgono consapevolmente di agire qualcosa di diverso dal “Copione” e dal “Ruolo” che qualcun’altro pare proprio aver scelto per loro. In tale filone di Ricerca Scientifica, si inserisce a pieno titolo quella portata avanti in questi anni dal Dott. Filippo Ongaro: una Ricerca che ha visto coinvolte migliaia di Persone, alla quale sono davvero grato di aver perso parte sin dalla “prima ora” ed alla quale continuo a prendere parte con grande interesse e partecipazione. Una Ricerca che si è tradotta in una Pratica – il Metodo Ongaro – che ha prodotto una percentuale di successi altissima, fatta di Persone che hanno ampiamente migliorato il loro approccio ad una Vita a Pieno che ha portato loro i cambiamenti positivi desiderati.

Dopo anni di studio, pratica e parecchie situazioni risolte, ti sostengo nel raggiungimento dei tuoi obiettivi relazionali”.

Esiste un Sistema Relazionale che ho studiato e praticato intensivamente nell’ultimo anno e che Allena le Persone ad entrare in contatto con i Bisogni propri e altrui, fornendo così gli strumenti operativi (in parte teorici e molto pratici) per trasformare le Relazioni, portando queste ultime dalla modalità ordinaria nella quale semplicemente “non siano visti” alla modalità straordinaria nella quale semplicemente il centro della relazione è il “vedersi ed arricchirsi”.

Questo Sistema che ho ideato e chiamato Dalet-CNV è stato possibile soprattutto grazie agli strumenti messi a mia disposizione dalla persona che io considero il mio Maestro, il Dott. Filippo Ongaro. Ho quindi integrato Dalet-CNV con i principi dell’Allenamento che ho imparato essere principi Universali e funzionanti sia sul piano Fisico (quello dove la loro efficacia è maggiormente nota ai più) ed altrettanto funzionanti (efficienti ed efficaci) sui piani Emotivo e Mentale, così come insegnatomi proprio da Filippo Ongaro.

Interessata/o ad un corso online dal vivo oppure a sessioni di coaching individuale? Clica qui.

Per info: staff@paolo-bernardi.life

Desideri partecipare alfdgsdfgdvcbxcvl’evento online “Benessere Insieme” che faremo a Maggio 2020 Ci sono solo 10 posti. VAIxcvzxcvz ALLA PAGINA DEI CORSI E DEGLI EVENTI.

Buone Relazioni? Certo!

Può sembrare un paradosso, tuttavia per far ripartire una Relazione che “zoppica” è necessario sapere che ci sono 2 PILASTRI sui quali si fondano tutte le buone relazioni ed io posso garantirtelo.

Di Paolo Bernardi (Ricercatore e Coach)

Desideri più gentilezza . . . . . sii più gentile.
Desideri più collaborazione . . . . . sii più collaborativa/o.
Desideri maggiore presenza . . . . . sii maggiormente presente.
Desideri maggiore attenzione . . . . . sii più attenta/o.
E non dimenticare mai di CHIEDERE in modo chiaro e onesto ciò di cui hai bisogno tu.

E’ vero, costerà fatica, ma mai tanta fatica quanta ne costa una relazione difficile.

Come dici? Lo stai già facendo da tempo e non ricevi nulla?
Allora prosegui a leggere e scopri cosa ti serve per farcela!

Nei casi in cui le hai provate già tutte, sarà bene che tu ti accerti di aver curato i due Fondamenti della Relazione Sana. Si tratta di aspetti spesso sottovalutati e all’apparenza di poco significato ed è per questo che sfuggono a molte presone. Però sono aspetti che fanno davvero la differenza per avere Relazioni Sane: te lo assicuro!
Qui di seguito te li illustro. Buona lettura.


1 Primo Fondamento di una Relazione Sana. Hai dato la tua parte (gentilezza, collaborazione, presenza, attenzione, ecc.) senza aspettative?
Le aspettative rovinano ogni dono che desideriamo dare e purtroppo abbiamo imparato fin da piccoli ad averne.
L’aspettativa che riponi nelle azioni e negli stati d’animo che doni nelle tue Relazioni – non importa se si tratta di aspettative giuste o sbagliate – trasformano la percezione dell’altro, che da un dono, percepirà invece una sorta di “ricatto” e capirai bene che questo non ti porterà da nessuna parte.
Questa distorsione percettiva, avviene nell’altro a causa della aspettative che noi abbiamo nei confronti di ciò che abbiamo fatto. Eliminare le aspettative non è soltanto necessario per farti avere il meglio ma è anche possibile.
Come fare? Un metodo molto utilizzato è quello di pensare – ma pensarlo per davvero, con intensità – che ciò che diamo sarà bello e sincero comunque, anche se l’altro non avrà modo di apprezzarlo / considerarlo: il mancato apprezzamento / considerazione, dipendono dall’altro, non da te; inoltre fare cose belle e sincere è il modo migliore per testare chi hai accanto e quanto è in quel momento davvero interessata/o a te e alla vostra relazione. E qui si passa al Fondamento nr. 2.

2 Secondo Fondamento di una Relazione Sana. Hai fatto delle Richieste o delle Pretese? Attenzione qui perché questa distinzione non è sempre immediata e le Pretese si ritorceranno sempre contro di te, anche se – strano ma vero – si tratta di situazioni nelle quali avevi il diritto “sacro e santo” di ricevere quella determinata cosa, gesto, ecc.
Una Richiesta vera e onesta, si distingue da una Pretesa, osservando il comportamento che produce un rifiuto… si, lo so, stai pensando che allora ricevere rifiuti “deve” essere normale? Beh si, a volte ci sta, altrimenti è una pretesa che purtroppo, uccide qualsiasi senso di collaborazione onesta e leale.
La buona notizia? E’ che le Richieste – quelle vere – spesso vengono accolte, magari non subito ma hanno vita molto più lunga e serena delle Pretese. Occhio! E poi, pensaci un attimo: se una persona ti facesse una richiesta e tu fossi impossibilitata a soddisafre quella richiesta, come desidereresti che regisse? E se accettase il tuo rifiuto pur non comprendendolo, quanto rispetto percepiresti?
Come fare? Un metodo molto efficace è quello di pensare – ma pensarlo per davvero, con intensità – che ciò che abbiamo chiesto non potrà essere sempre soddisfatto e che se l’altro non avrà modo di aderire a ciò che chiediamo, sarà per motivi tutti suoi e non certo per fare dispetto a noi: del resto se la relazione fosse basata sul dispetto sarebbe davvero utile interrogarsi assieme su cosa fare. Inoltre, anche fare richieste chiare ed oneste (e non Pretese) è un ottimo modo per testare chi hai accanto e quanto in quel momento è davvero interessata/o a te e alla vostra relazione.

Concludendo, ogni volta che NON poni aspettative e/o NON pretendi, aumenti le tue possibilità che l’altra parte sia collaborativa e riconosca la Relazione stessa come un Valore fondamentale; otterrai ciò che ti eri prefissa/o e cioè che la Relazione migliori e che ciò che prima poteva essere molto difficile, diventi qualcosa di normalmente gestibile.
Mi auguro di esserti stato utile, nel qual caso ti chiedo di condividere questo articolo. Grazie.
Per domande o considerazioni, puoi commentare direttamente qui.


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Paolo Bernardi
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Paolo

Ascoltare noi stessi vuol dire capire ciò che NON stiamo dicendo a parole, mentre le nostre Emozioni parlano chiaramente o urlano.

di Paolo Bernardi (Ricercatore e Coach)

La frase più nota è la seguente: “Ascoltare vuol dire capire ciò che l’altro NON dice“; tuttavia è ormai assodato che il rapporto che abbiamo con noi stessi, può essere da noi stessi ascoltato, con risultati molto importanti sul nostro benessere interno ed esterno. La ricerca in ambito Neurofisiologico e Psicologico lo ha dimostrato ed oggi questo ascolto è utilizzato anche nelle principali forme di cura e sostegno a chi ha disturbi e/o patologie di carattere psicologico-funzionale.


Le nostre Emozioni – nel bene e nel male – sono anche ciò che doniamo agli altri.


Tuttavia non è necessario essere “malati” per beneficiare della capacità di auto-ascolto, anzi, è proprio in condizioni di salute e benessere, che l’apprendimento e la pratica delle tecniche di auto-ascolto, può dare risultati sorprendenti ed ampi miglioramenti negli ambiti della sfera privata e professionale. Perché avvengono tali miglioramenti?

Fondamentalmente il miglioramento ed i risultati arrivano per due ordini di motivi. Il primo è che si iniziano a gestire le proprie emozioni, attenzione non a controllarle ma a gestirle e sono due cose ben differenti. Il secondo è che si diventa un “polo magnetico” e chi è vicino a percepisce il nostro cambiamento a livello di frequenza energetica ed inizia ad esserne attratto e questo ci da maggiore soddisfazione nel supportare gli altri e noi stessi per il raggiungimento di risultati comuni.

Nelle mio Programma di Coaching (Allenamento Relazionale) svolgo sessioni individuali di circa un’ora durante la quale il mio Coachee (il cliente da me Assistito) può apprendere le tecniche di auto-ascolto ed iniziare da subito ad avere risultati. Grazie all’approccio breve e strategico che utilizzo, i miglioramenti si hanno in genere già alla prima seduta e sei sedute sono sufficienti per stabilizzare i risultati. Per quanti fossero interessati a saperne di più oppure a fare una seduta di prova, c’è il seguente indirizzo email che dedicato

coaching@paolo-bernardi.life


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